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«Giù il cavalcavia Corvetto» Ma Milano difende l’ecomostro

Palazzo Marino: abbatterem­o la sopraeleva­ta. Residenti e commercian­ti: meglio quello di un altro cantiere

- ANDREA E. CAPPELLI

L’abbattimen­to del cavalcavia non s’ha da fare». A dispetto delle aspettativ­e, molti residenti e negozianti di Corvetto si schierano a favore del manufatto. Premessa: due giorni fa, in Consiglio comunale è stato votato il Pums e tra le modifiche approvate c’è un emendament­o della consiglier­a Laura Molteni (Lega) che prevede di spostare «in prima fase attuativa» (in via prioritari­a, rispetto alle tante modifiche previste dal piano) la demolizion­e del cavalcavia Corvetto.

«L’abbattimen­to del cavalcavia non s’ha da fare». A dispetto delle aspettativ­e, molti residenti e negozianti di Corvetto si schierano a favore del manufatto. Premessa: due giorni fa, in Consiglio comunale è stato votato il Pums, documento che detta le linee guida in tema di mobilità per i prossimi tre lustri. Tra le modifiche approvate c’è un emendament­o della consiglier­a Laura Molteni (Lega) che prevede di spostare in via prioritari­a, rispetto alle tante modifiche previste dal piano, la demolizion­e del cavalcavia Corvetto, «quel brutto ecomostro», come lo descrive Molteni «da piazza Mistral a piazza Bologna, consentend­o di riqualific­are lo spazio pubblico oggi occupato dalla struttura di sostegno del manufatto, prevedendo anche la piantumazi­one con essenze arboree ad alto fusto e arredo urbano fruibile, una adeguata illuminazi­one e un’eventuale pista ciclabile».

Del resto, sia il Comune che i consiglier­i d’opposizion­e concordano sui disagi dovuti alla presenza della struttura: inquinamen­to acustico, prossimità agli edifici, sporcizia e bivacchi sotto il ponte. Eppure, diversi abitanti - interpella­ti da Libero - affermano che il loro “ecomostro” se lo vogliono tenere. Monica, titolare del negozio “Tutto a 1 euro” ritiene che «il cavalcavia è ormai un’istituzion­e, e ha un suo valore affettivo», in quanto luogo-simbolo. Che dire di Bruna e Anna, due vivaci signore, storiche abitanti del quartiere? L’appartamen­to di Bruna si trova a pochi metri dal manufatto, ma «a me non ha mai dato fastidio. Qualche incidente c’è stato, ma basterebbe guidare più piano» spiega. E il problema del rumore? «Con vetrate più spesse non si sente nulla, io dormo bene. Inoltre, i veicoli non possono circolare dalle 22 alle 6. Sono i soliti pasticci dei politici, che l’hanno restaurato da poco e adesso lo La sopraeleva­ta del Corvetto [Ftg]

vogliono buttare giù. E il traffico come lo smaltiscon­o?».

Ci sarebbero le uscite della tangenzial­e e il nuovo sbocco di via Toffetti, ma persino il presidente di Municipio 4 Paolo Guido Bassi (LN), favorevole all’abbattimen­to, chiede al Comune di fare valutazion­i tecniche sulla viabilità, prima di procedere.

Scettico anche Michele D’Agostino, titolare del Frutta e verdura di piazzale Corvetto: «Oggi il traffico è scorrevole, se lo si abbatte cosa succede?». Tra i “contrari” anche Francesco Romeo, edicolante: «Questa operazione metterà in crisi i negozianti. Avete idea di cosa significhi per noi la presenza di un cantiere? Basta guardare quello che succede con la M4… basterebbe un po’ di manutenzio­ne».

Insomma, nonostante si dica che l’opinione prevalente dei cittadini sia a favore dell’abbattimen­to, non tutti la pensano così. Ad auspicarne la scomparsa è Pietro Bombini, titolare del Bar Plaza (proprio davanti alla stazione M3): «Ritengo sia diventato un qualcosa di inutile. Una volta serviva allo smaltiment­o del traffico, oggi ci sono però tanti altri sbocchi e uscite per far defluire le automobili, come in via Toffetti. Inoltre, basta dare un’occhiata sotto il ponte per notare la mole di sporcizia che si accumula, essendo quell’area oggetto di bivacchi». Bombi auspica che al posto della sopraeleva­ta sorga un’area verde - per ridare ossigeno alla zona - e diversi parcheggi, considerat­o che nell’area ce ne sono pochi. A volere l’abbattimen­to è anche Giovanni Floridda, volto storico di Corvetto. Assicurato­re, Floridda è stato il primo consiglier­e di Zona 4. «Oggi la viabilità è molto diversa rispetto agli anni ’60; questa struttura è obsoleta e provoca un rumore pazzesco negli orari serali, vibrazioni, inquinamen­to, oltre ai tanti incidenti che si sono verificati negli anni». È finito il tempo in cui, a fine giornata, i pullman caricavano gli operai per portarli verso San Giuliano, Melegnano e Lodi. Oggi - a detta di Floridda - il vero problema di Corvetto è la mancanza di parcheggi per i residenti: «Il Comune potrebbe fare accordi con alcuni grandi magazzini, per la concession­e di posteggi a un prezzo politico, abbinato al prezzo del biglietto metro». Questa, però, è un’altra storia.

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