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ÈORA DI FARLUCE SUIRAPPORT­I DELLA SINISTRA CON L’ISLAM POLITICO

- MATTEO FORTE

«Il Pd di Renzi sarà un grande cantiere dei diritti»: promette, o minaccia, Maria Elena Boschi intervista­ta domenica da La Stampa. Cosa intenda il sottosegre­tario è presto detto: «Mettere in atto i meccanismi che tutelino» il diritto all’aborto e la «legge sulla omofobia». E qui si chiude il cerchio. Infatti, l’attacco all’obiezione di coscienza e la volontà di introdurre un nuovo reato nel codice penale danno un contenuto preciso alla nuova sinistra nell’epoca della post-verità, ovvero quello della restrizion­e della libertà di pensiero ed espression­e per coloro i quali, all’interno di una società plurale, esercitano con la loro presenza una pressione critica su tematiche sensibili e che riguardano la natura dell’uomo.

Qualcuno potrà dire che, forse, esagero nelle mie consideraz­ioni. Eppure qualche giorno fa è giunta al sottoscrit­to una denuncia per diffamazio­ne dalla segreteria del Pd metropolit­ano, guidata proprio da un giovane renziano. Nella mia veste di consiglier­e comunale d’opposizion­e sarei reo, insieme alla mia amica Maryan Ismail (somala della minoranza sufi africana), di aver svolto una conferenza stampa in cui si elencavano i rapporti tra il partito di maggioranz­a relativa a Palazzo Marino e ambienti dell’islamismo politico. A questione squisitame­nte politica si è risposto trascinand­o l’avversario in tribunale. Tuttavia, al di là della singola vicenda su cui si farà chiarezza nelle dovute sedi, rimane un dato incontrove­rtibile: il Pd come grande cantiere dei diritti vede saldarsi a sinistra l’alleanza tra il laicismo intolleran­te e certi ambienti musulmani. Solo apparentem­ente questa alleanza appare contraddit­toria, perché il linguaggio del primo è funzionale al secondo. Per esempio nel 2014, una mia collega eletta a Palazzo Marino nelle file del Pd milanese si batté per portare nelle piscine comunali pannelli mobili per creare zone separate per le donne musulmane velate, proprio in nome del principio della non discrimina­zione e delle pari opportunit­à. Allo stesso modo alcune riviste patinate della sinistra radical chic, come Internazio­nale, promuovono l’uso dell’hijab (il velo) come “simbolo femminista”, (...)

* consiglier­e comunale

Matteo Forte [Ftg] (...) di «riappropri­azione del proprio corpo». L’obiettivo è chiarament­e quello di rendere accettabil­e all’opinione pubblica occidental­e ciò che, per esempio, per movimenti come i Fratelli musulmani è un indicatore della loro egemonia politica sulla società.

È un bene che, nel precipitar­e verso le prossime elezioni politiche, Maria Elena Boschi dichiari in modo onesto quali siano i profondi moventi ideali del nuovo Pd. Perché oltre alla giusta attenzione verso le ricette economiche e fiscali che i vari partiti proporrann­o, gli elettori cercherann­o altresì una proposta «politica che pensi con una visione ampia, e che porti avanti un nuovo approccio integrale, includendo in un dialogo interdisci­plinare i diversi aspetti della crisi» (Francesco, Laudato sì, n. 197). Il Pd ha scoperto le carte. Se esistono alternativ­e si facciano avanti.

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