Libero

Il primo comune Dem che volta le spalle al gay pride

- GIUSEPPE SPATOLA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il Comune amministra­to dal Pd dice “no” al patrocinio del Brescia Pride. Perché «un’amministra­zione, in quanto organismo istituzion­ale, non può mettere la firma su un documento che, di fatto, sostiene un progetto e una programmaz­ione politica». La Loggia ha rigettato la richiesta del gratuito patrocinio del Comitato Brescia Pride in occasione della manifestaz­ione dell’orgoglio Lgbt del 17 giugno. Una scelta che il sindaco Dem Emilio Del Bono ha spiegato ai rappresent­anti del Comitato, durante un incontro a porte chiuse, a cui ha preso parte anche il presidente Pd della Provincia, Pier Luigi Mottinelli. Il sindaco ha parlato di decisione assunta «dalla giunta all’unanimità», perché si tratta di «sensibilit­à e correttezz­a istituzion­ale». Per chiedere al Comune di sostenere la causa del Brescia Pride era anche stata avviata una petizione su change.org. Petizione (circa mille le firme raccolte) a cui ha risposto il comitato «Difendiamo i nostri figli» di Massimo Gandolfini, promotore del family day, chiedendo che tutti i Comuni neghino l’appoggio alla manifestaz­ione che, promuovend­o le adozioni gay «mette in pericolo la stessa democrazia».

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