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Mostra e lezioni di Ramadan nell’istituto tecnico di Merate

Il prof di religione: importante conoscere culture diverse. Ma la Lega polemizza

- a pagina 39 MICHELE FOCARETE

Il professore di religione dell’Istituto tecnico Viganò di Merate ha organizzat­o un gruppo di giovani islamici ai quali ha affidato il compito di allestire una mostra per spiegare agli studenti il significat­o più profondo e autentico del Ramadan e l’essenza dell’Islam. Il gruppo è formato da 7 ragazze, tutte di religione musulmana, che sono diventate un punto di riferiment­o per quanti vogliono saperne di più. «Solo attraverso la conoscenza, la scoperta della reciproca diversità e ricchezza, che può nascere il rispetto dell’altro», spiega il prof.

Adesso c’è anche il “Gruppo giovani islamici del Viganò”. Un’idea venuta nientemeno che dal professore di religione, Fabio Carlini, 42 anni, non nuovo ad iniziative che hanno del rivoluzion­ario. E che hanno fatto storcere il naso a parecchi. Forse, tenuto conto di quanto sta accadendo nel mondo, non se ne sentiva il bisogno. E ci si sarebbe aspettati piuttosto un approfondi­mento sulle nostre tradizioni, ancora più da un professore di religione.

Ma cos’è questo gruppo e cosa propone? Si tratta di sette ragazze, tutte studentess­e dell’Istituto tecnico statale “Viganò” di Merate e tutte di religione musulmana. Proprio per questo, hanno avuto l’ok per allestire nell’atrio della scuola una mostra sul Ramadan, e spiegarne il significat­o. Il gruppo (cinque marocchine, una macedone e una egiziana), cerca di far conoscere in maniera più approfondi­ta agli studenti e ai giovani musulmani, il significat­o più autentico del Ramadan, il mese del digiuno. «L’idea

è stata mia» - sottolinea con un certo orgoglio Fabio Carlini, «perché nelle mie classi, terze e quarte, ci sono giovani di fede musulmana».

All’appello hanno risposto solo le donne che si sono date un gran daffare per spiegare ai loro coetanei, non solo il Ramadan ma l’essenza dell’Islam. «La nostra religione - spiegano le ragazze - troppo spesso viene accostata ad un integralis­mo che non ci appartiene. Il Ramadan è il quinto pilastro dell’Islam e consiste in

un periodo di digiuno che cade ogni volta in un momento diverso dell’anno. Durante questo mese noi musulmani praticanti dobbiamo astenerci dall’alba al tramonto dal bere e dal mangiare. Sono esentati gli anziani, chi corre gravi pericoli di salute, le donne incinte che allattano o hanno il ciclo».

«Vede - continua Carlini, 9 anni di insegnamen­to al Viganò - per loro non è affatto un obbligo oneroso, ma un impegno atteso con gioiosa trepidazio­ne. Una volta era così anche per noi cristiani quando arrivava la Quaresima. Ecco noi la Quaresima l’abbiamo in parte persa».

Di parere opposto molti esponenti del centrodest­ra. Particolar­mente critico, pur dichiarand­osi aperto a ogni esperienza, è Fabrizio Cecchetti, vice presidente del Consiglio della Regione Lombardia (Lega Nord). «La mia sensazione», ha detto Cecchetti, «è che si stia diventando troppo rispettosi delle culture altrui, dimentican­dosi la nostra storia. È alquanto dubbiosa la posizione del professore di religione, anche perché l’Islam è quello che si vede e si sente ogni giorno in tv e alla radio. Questo finto buonismo sarà il nostro cavallo di Troia. Forse Carlini dovrebbe far conoscere meglio il nostro credo, i nostri valori. Resto a dir poco perplesso della scelta del professore, tenuto conto che, se non sbaglio, insegna in una scuola pubblica». Ma la mostra è solo l’inizio: l’associazio­ne Arcobaleno di Lecco, per il 25 giugno, nella giornata del profugo, ha chiesto infatti a Fabio Carlini di portare la sua testimonia­nza del lavoro svolto con il “Gruppo giovani islamici del Viganò”. Insomma una full immersion nella religione islamica di cui pochi forse sentivano il bisogno.

Questo finto buonismo sarà il nostro cavallo di Troia. Il prof faccia conoscere i nostri valori F. CECCHETTI (LEGA)

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Il prof di religione Fabio Carlini con le studentess­e del “Gruppo giovani islamici del Viganò”

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