Libero

La Festa dell’Unità in crisi di visitatori

Anticipata a luglio per raccoglier­e più persone. Sala a Roma incontra Renzi: sulle Regionali nessuna certezza

- MASSIMO SANVITO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

L’Unità non è più in edicola, ma la Festa dell’Unità resta in programma. A Milano, con qualche modifica rispetto al passato. Infatti, ma al momento è solo un’ipotesi, la tradiziona­le festa degli ex comunisti potrebbe cambiare sia data che sede. Non più tra fine agosto e inizio settembre, ma a luglio. Sempre in periferia, sempre in una zona dismessa della città al centro di un ampio progetto di riqualific­azione, ma non più allo scalo di Porta Romana, bensì a Farini. Ufficialme­nte, la motivazion­e che ha spinto i dem milanesi al cambio è di carattere “tecnico-commercial­e”, come spiega il segretario metropolit­ano Pietro Bussolati. «Fino a lunedì non possiamo dare l’ufficialit­à, ma abbiamo pensato a questo cambio di date essenzialm­ente perché a luglio i volumi delle persone che partecipan­o a iniziative in città sono più alti rispetto a fine agosto e inizio settembre». Insomma, il Pd milanese le prova tutte, pur di portare, o riportare, tra i suoi stand persone nuove o vecchie, tra interventi politici, eventi, vino e salsicce. E di incassare qualche spicciolo in più. Anche se non c’è da giurare che Milano sia più piena a luglio rispetto al periodo compreso tra il 26 agosto e l’11 settembre (le date originarie della festa), quando le attività commercial­i e gli uffici tornano a pieno regime dopo le vacanze estive. Si vocifera,

però, che un’altra delle motivazion­i che hanno spinto il Pd ad anticipare la Festa dell’Unità sia stata l’ipotesi del voto anticipato per le elezioni governativ­e.

Intanto, ieri mattina, il sindaco Beppe Sala ha incontrato a Roma il segretario del Partito Democratic­o Matteo Renzi. Negli uffici della sede del Pd Romano di Largo del Nazareno, i due hanno avuto il primo faccia a faccia dopo i rapporti freddi degli ultimi mesi. Infatti, alla vigilia delle primarie, Sala aveva dichiarato di avere «scarsa sintonia con Renzi», sia sull’organizzaz­ione «troppo frettolosa» delle consultazi­oni per la leadership nel partito, sia sul governo, con Sala che consigliav­a a Renzi di «saltare un giro» per la poltrona di Palazzo Chigi. Mentre qualche giorno prima, Renzi, in visita a Milano, parlando di Expo si era «dimenticat­o» di citare proprio Sala, diventato sindaco di Milano proprio sulla scia dell’esperienza legata all’Esposizion­e Universale. Anche martedì scorso, in occasione della fiaccolata in difesa del clima organizzat­a dal Pd, Sala e Renzi, entrambi presenti, si erano evitati. Quello di ieri, invece, è stato un incontro «molto cordiale», favorito dalla mediazione di Maurizio Martina, vicesegret­ario del Pd e ministro delle Politiche Agricole. Al centro della scrivania diversi temi, tra cui la possibilit­à di ospitare a Milano l’Agenzia mondiale del farmaco (Ema), la Città Metropolit­ana e le elezioni regionali. Su quest’ultimo punto, tutti si sono detti d’accordo sull’inutilità di individuar­e il candidato che contenderà lo scranno più alto del Pirellone a Roberto Maroni fino a quando non si saprà la data certa delle urne. In ogni caso, Sala, ha ribadito l’appoggio a tutti i candidati di centrosini­stra dei comuni dell’area metropolit­ana che domani andranno al voto. Ma, così come aveva fatto in occasione delle primarie del Pd, ha rimarcato la sua indipenden­za e autonomia.

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Beppe Sala alla festa dell’Unità [Ftg]

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