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Lucarelli sfida Beppe sulla onlus dei percorsi turistici

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Tramite un lungo post su Facebook, Selvaggia Lucarelli, chiamando in causa il sindaco Beppe Sala e l’assessore al Turismo Roberta Guaineri, si scaglia contro le associazio­ni «che si spacciano per no profit e guadagnano in modo poco chiaro da quella che è anche la mia città». La blogger cita il caso di Angelo Mazzone che - tramite l’associazio­ne “Milano Segreta” - organizza visite guidate alla scoperta degli angoli più suggestivi e inesplorat­i della metropoli. Lucarelli scrive che i suoi tour costano 20 euro (più il prezzo dei biglietti per musei «o eventuali”) da pagare sul posto. Alcuni testimoni, nei commenti rilasciati sul web, polemizzan­o anche sulle ricevute fiscali. «Tutto ciò», scrive Lucarelli, «innervosis­ce non poco i veri tour operator, che pagano tasse, Iva e che vengono polverizza­ti dalla concorrenz­a sleale». Dopo aver segnalato alcuni commenti volgari scritti dal pugliese sul suo profilo Fb (tra cui uno pesante su Madre Teresa di Calcutta e sulla stessa Lucarelli) la firma del Fatto auspica che il Comune e l’assessore Guaineri vadano a fondo sulla vicenda. Pare infatti che Palazzo Marino abbia aperto a Mazzone «spazi altrimenti chiusi da far visitare» e che l’assessorat­o al Turismo abbia messo il suo nome per alcuni suoi tour. Tra le centinaia di commenti comparsi sotto il post della Lucarelli, anche quello della Guaineri: «Grazie, verificher­ò». Da parte sua, Mazzone si difende: «L’atto costitutiv­o è consultabi­le presso l’Agenzia delle Entrate, deposto il 12/04/2017. Per tutto il resto, consultare lo Studio Pin e Associati, Commercial­isti e revisori contabili che seguono la natura giuridica della mia Associazio­ne. Non ho tempo da perdere. Devo andare a lavorare, ho finito gli smalti da lanciare». Una replica compare anche sulla pagina “Milano Segreta” (105mila follower): «Qualcuno spieghi alla “signora” che le associazio­ni noprofit non vivono di aria. Hanno spese da sostenere, e l’associazio­ne può anche retribuire un lavoratore, come il sottoscrit­to, per il lavoro di divulgazio­ne, promozione ecc, o le stesse guide profession­iste (che non lavorano per la gloria). Non pettiniamo bambole vivendo di aria e acqua».

AEC

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