Libero

«Voglio governare con la Lega»

«Il Pd su immigrati, euro e Ue si ferma alle parole, col Carroccio ottenuti molti risultati»

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più da quando abbiamo lasciato il governo. Occorre trovare delle soluzioni immediate e radicali».

Lei è sulla scena politica da quasi 25 anni: ha qualcosa di cui rammaricar­si o da rimprovera­rsi?

«Dico spesso, scherzando ma non troppo, che l’unica colpa che mi riconosco è quella di non aver saputo convincere il 51% degli italiani a darmi fiducia con il loro voto. In effetti la necessità di costruire coalizioni con alleati riottosi o concentrat­i su piccoli interessi di bottega non ci ha consentito di realizzare tutti gli obbiettivi che ci eravamo proposti. Nonostante queste difficoltà, però, sono orgoglioso dei risultati ottenuti dai nostri governi. Al di là dei grandi risultati nella politica internazio­nale, se oggi si va da Milano a Roma in meno di 3 ore e da Napoli a Milano in poco più di 4, senza bisogno dell’aereo, è perché abbiamo realizzato l’alta velocità ferroviari­a. Se il numero di morti sulle strade è dimezzato, è perché abbiamo introdotto la patente a punti. Se il numero dei malati di tumore è calato è perché abbiamo varato severe norme antifumo. Se i ragazzi italiani si sono visti restituire un anno di vita, è perché abbiamo abolito il servizio di leva obbligator­io. Potrei continuare a lungo, parlando dell’emergenza rifiuti a Napoli che abbiamo risolto in poche settimane, mentre oggi un’emergenza analoga rischia di mettere in ginocchio la città di Roma senza che nessuno abbia la necessaria risolutezz­a per intervenit­e. Potrei ricordare che di fronte alla tragedia dell’Aquila nel 2008 abbiamo in un tempo record dato un tetto sicuro e confortevo­le a migliaia di persone che avevano perso la casa, mentre oggi le popolazion­i dell’Italia centrale colpite del sisma nei mesi scorsi sono ancora abbandonat­e a sé stesse e hanno trascorso l’inverno in condizioni di fortuna. Potrei ricordare infine le 36 grandi riforme di sistema che abbiamo realizzato senza mettere mai le mani nelle tasche degli italiani. Mi limiterò a due dati, che considero i più eloquenti. Noi avevamo mantenuto anche nella fase peggiore della crisi il tasso di disoccupaz­ione due punti sotto la media europea. Da quando governa la sinistra il tasso di disoccupaz­ione è due punti sopra la media di eurozona. Noi avevamo ridotto la pressione fiscale al 39%, oggi supera il 43%».

Quali saranno le battaglie forziste della prossima legislatur­a?

«Abbiamo un programma estremamen­te concreto, che abbiamo riassunto simbolicam­ente nell’Albero della Libertà. Un grande albero che fonda le radici nei nostri valori e che porta su ogni ramo i frutti di tre soluzioni concrete. Voglio citare solo due esempi, che considero forse i più importanti. Il primo è una radicale riforma del fisco, con l’introduzio­ne della flat-tax, l’imposta “piatta” uguale per tutti, famiglie e imprese, con esenzione totale per i primi 12mila euro di reddito. Un’imposta semplice, a prova di evasione ed elusione, che riduce in modo significat­ivo la pressione fiscale complessiv­a e cancella l’eccesso di progressiv­ità che scoraggia la crescita. È un sistema che sta dando ottimi frutti, favorendo la crescita nei numerosi Paesi che l’hanno applicato. Il secondo esempio è quello che abbiamo chiamato “reddito di dignità”, come risposta concreta e immediata per chi è costretto a vivere in condizioni particolar­mente difficili, con un reddito inferiore a 1.000 euro mensili. Ci siamo ispirati agli studi del grande economista liberista della Scuola di Chicago, Milton Friedman, sull’imposta negativa sul reddito. Per la stessa ragione le pensioni minime devono essere portate a 1.000 euro per tutti, e prima di tutti per una categoria di anziani spesso priva di protezione e che ha svolto nella vita una funzione fondamenta­le: mi riferisco alle nostre mamme, che come casalinghe spesso sono prive di una pensione adeguata alla fine di una vita di sacrifici e devono avere invece diritto ad una vecchiaia serena e dignitosa».

Sembra avere un successo notevole il Partito degli Animali: ma si presenterà autonomame­nte o nell’alveo di Forza Italia?

«Dipenderà dalla legge elettorale e dalla data delle elezioni. Io spero che si possa presentare autonomame­nte ma quel che è certo è che considero l’impegno per i diritti degli animali un dovere di civiltà. Lo dico da cristiano, da persona civile».

Lei e Renzi avete in comune un rapporto difficile con la magistratu­ra: la giustizia sarà riformata, in caso di grande coalizione?

«La giustizia italiana ha un drammatico bisogno di riforme, nell’interesse dei milioni di cittadini vittime di procedimen­ti penali che durano anni e che spesso si concludono in assoluzion­i dopo aver rovinato la vita di tante persone. Assoluzion­i contro cui non deve essere possibile alcun ricorso in appello o in cassazione da parte dei pm che nel nostro programma chiamiamo “avvocati dell’accusa” con parità di diritti rispetto agli avvocati della difesa. C’è bisogno di una diversa tutela della privacy di ognuno di noi, contro il fatto che la vita privata delle persone - anche di quelle non accusate di nulla - sia sbattuta sui giornali con la complicità di qualche procura. Ci sono da modificare le norme sulla custodia cautelare, introducen­do anche l’istituto della cauzione. Occorre mettere fine ai processi infiniti e rafforzare il diritto alla difesa rendendolo effettivo per ogni cittadino. C’è bisogno di far funzionare la giustizia civile, visto che oggi spesso si rinuncia a tutelare i propri interessi per via giudiziari­a, visti i tempi, le lentezze e le farraginos­ità dei processi. Il fatto che Renzi e alcune persone vicine a lui siano stati vittime come me - ma certo in una misura non paragonabi­le alla mia - di una malevolenz­a mediaticog­iudiziaria mi dispiace molto e non lo

condivido. Tuttavia non c’è alcun bisogno di una grande coalizione per riformare la giustizia: lo farà il nostro governo».

Ci chiarisce la sua posizione riguardo l’emergenza immigrati?

«Il tema è drammatico: la gente ha paura, ed ha ragione. Nelle strade italiane secondo le statistich­e si commette un reato al minuto: scippi, violenze, spaccio, prostituzi­one e nelle case degli italiani un furto ogni due minuti. Sarebbe sbagliato dire che tutto questo dipenda solo dagli immigrati clandestin­i, e sarebbe sbagliato dire che tutti gli immigrati clandestin­i vengano qui per delinquere. Ma chi non ha visto riconosciu­to il diritto alla permanenza in Italia, e quindi non può neppure contare sul sussidio di 35 euro al giorno, per sopravvive­re delinque. Per questo il fenomeno va assolutame­nte bloccato, nel loro stesso interesse. Ormai nei furti in appartamen­to i ladri prendono di mira prima di tutto il frigorifer­o: cercano cibo prima ancora che denaro e gioielli. Significa che sono alla fame, che sono disperati. In Italia ci sono sulle strade migliaia di giovanissi­mi e giovanissi­me che vivono in condizioni simili alla schiavitù, subiscono violenze e omicidi da parte delle organizzaz­ioni criminali che le hanno portate in Italia. Tutto questo va stroncato. Il nostro governo era riuscito a farlo, con accordi bilaterali con i paesi della sponda sud del Mediterran­eo, poi travolti dalle cosiddette primavere arabe. In cambio di denaro o altri aiuti, alcuni governi, a cominciare da quello di Gheddafi, stanziavan­o delle truppe che impedivano ai trafficant­i di partire e ne mettevano fuori uso le imbarcazio­ni. Con altri accordi bilaterali gestivamo il rimpatrio dei pochi clandestin­i che comunque riuscivano ad arrivare in Italia. Bisogna tornare a questi accordi, a partire dalla Libia, coinvolgen­do le diverse fazioni che si contendono il controllo del territorio libico. I migranti vanno trattenuti in campi di raccolta gestiti sotto l’egida dell’Onu e poi rimandati nei paesi d’origine. È l’Unione Europea che deve farsi carico di stipulare questi trattati con tutti i paesi africani sul Mediterran­eo. Però anche questo non basta. La drammatica pressione migratoria va fermata nei paesi d’origine, offrendo una speranza di futuro a quelle popolazion­i. Occorre un grande “piano Marshall per l’Africa”, che sotto la bandiera delle Nazioni Unite coinvolga tutti i Paesi del benessere, dall’Europa agli Stati Uniti, dalla Russia alla Cina. Solo se riusciremo a garantire a quelle popolazion­i un futuro nella loro patria, cesserà l’illusione di milioni di loro di poter venire da noi e condivider­e il benessere dell’Occidente come lo raccontano i giornali e le television­i. Un sogno che si traduce in una moderna schiavitù per loro e in un pericolo gravissimo per noi».

Quale destino dobbiamo aspettarci per Mediaset e per il resto del suo impero economico?

«Mediaset è un grande patrimonio dell’Italia destinato a crescere ancora. Ma non sarò io ad occuparmen­e perché è in ottime mani, quelle dei miei figli e dei loro validissim­i collaborat­ori. Compliment­i e auguri a loro e a tutti quello che lavorano nelle aziende che ho creato. Mi consente però una osservazio­ne finale? Abbiamo toccato tanti temi, che riguardano il futuro del nostro paese. Quel futuro cominciamo a costruirlo proprio oggi, in molte città italiane, chiamate a scegliere il loro sindaco e i loro consiglier­i comunali. È una scelta importante, che riguarda da vicino la vita di ciascuno. Io credo che gli italiani sapranno guardare la qualità dei candidati e dei programmi».

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Ho messo io Draghi alla guida della Bce e ha convinto anche la Merkel a introdurre liquidità nei Paesi in difficoltà. Ho detto che sarebbe un ottimo premier non il nostro premier
IL RUOLO DI DRAGHI Ho messo io Draghi alla guida della Bce e ha convinto anche la Merkel a introdurre liquidità nei Paesi in difficoltà. Ho detto che sarebbe un ottimo premier non il nostro premier

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