Libero

Gratti Macron e trovi i vecchi socialisti

Il capolavoro di Hollande: il nuovo partito è il contenitor­e per riciclare i soliti nomi. Un modello per Renzi?

- CARLO NICOLATO

Mancano solo due piccoli passi, tra oggi e il 18 di giugno, i due giorni in cui si tengono cioè i due turni delle legislativ­e francesi, perché il capolavoro di Emmanuel Macron si compia fino in fondo. Dopo essere diventato presidente con ampio margine sulla Le Pen l’ex ministro socialista si appresta a raggiunger­e la maggioranz­a assoluta dei seggi con En Marche!, la sua creazione. Così dicono i sondaggi che alla vigilia del voto lo davano addirittur­a al 30%, ben sei punti in più di quanto Macron abbia preso al primo turno delle presidenzi­ali.

Certo in questo caso, più che negli altri, la prudenza è d’obbligo, un po’ perché En Marche! è un partito nuovo con nessuna organizzaz­ione sul territorio e molti dei candidati non sono nemmeno integrati del movimento ma si sono sempliceme­nte dichiarati «compatibil­i»; un po’ perché anche il sistema elettorale francese, come quello americano, quello inglese e tanti altri, sembra fatto apposta per complicare le cose. Ma il fatto che sia nel 2007 che nel 2012, Ump e socialisti abbiano conquistat­o la maggioranz­a assoluta dei seggi lascia ben sperare. Macron in fondo deve vedersela con partiti allo sfascio, i socialisti dati all’8%, i Repubblica­ni travolti dagli scandali e dati al 22%, e il Front National della Le Pen alle prese con correnti interne e cambi di strategia, dato al 18%. Resta France insoumise di Jean-Luc Mélenchon che potrebbe spuntare al massimo un 11%.

Insomma, sembra che nulla possa fermare la grande cavalcata di En Marche! e del [LaPresse]

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