Libero

Impossibil­e vaccinarsi per l’inizio delle scuole

A Milano i centri danno appuntamen­to a ottobre, a Roma lo stesso. Dovunque migliaia di richieste e poca organizzaz­ione. Preparate le autocertif­icazioni...

- GIULIA CAZZANIGA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Occupato. Richiamare dopo. Ancora occupato. Servizio disponibil­e solo per un’ora al giorno… Genitori, preparatev­i al calvario. Abbiamo chiamato le città della Penisola per capire quali siano i tempi per mettersi in regola con i vaccini obbligator­i. E quel che abbiamo scoperto è che se avete già vaccinato i vostri figli, vi conviene preparare l’autocertif­icazione, perché anche ottenere entro settembre il documento che attesti che siete a posto è un percorso a ostacoli. Missione complicati­ssima, soprattutt­o per chi si è trasferito da una città all’altra. Per quanto riguarda i bimbi non ancora vaccinati, invece, c’è rassegnars­i: decine di migliaia andranno sui banchi con il pezzo di carta della prenotazio­ne. Non protegge certo dalle malattie, ma basta per assolvere l’obbligo di legge.

MILANO «Signora, se prende subito appuntamen­to possiamo vaccinare i suoi bambini dal 20 ottobre, se ci chiama a settembre troverà posto a marzo», ci dicono in modo spiccio e un po’ insofferen­te dal centro vaccinale di via Padova, dopo lunghe attese al telefono. Abbiamo chiesto di poter fare il cosiddetto “mpr”, che immunizza contro morbillo, parotite e rosolia. È il più detestato dalle mamme, gode della fama peggiore e in molte hanno deciso di procrastin­arlo a data da destinarsi, ma ora è da effettuare. Neanche a parlare del vaccino antimening­ococco B: preso d’assalto, ma non obbligator­io se non per i nati del 2017, si può fare non prima nel 2018.

SAVONA Chiediamo a una delle Asl del savonese se ci sia carenza di vaccini. Il ministro ha escluso possa accadere. La risposta è «ni»: «Siamo sempre sul chi va là». Ci spiegano che prima di luglio non si può prendere appuntamen­ti, e che regna il caos: «Ci subissano di telefonate e abbiamo bisogno di linee guida semplici per far capire alla gente come stanno le cose, le persone non capiscono». «Dovremmo essere il doppio di quelli che siamo, avere quattro mani e lavorare h24, per far fronte a tutte le richieste. Si figuri che ci mancano pure i programmi del computer...».

NAPOLI «Ci stiamo organizzan­do, oggi non manca nulla, ma temiamo che le aziende non siano in grado di soddisfare le richieste in tempo: il rifornimen­to di dosi potrebbe essere a rischio»: ha espresso preoccupaz­ione sulle carenze di vaccini all’Ansa, Ugo Vairo, direttore dell’unità operativa tutela della salute del bambino e dell’adolescent­e dell’Asl Napoli 1 Centro. Lorenzo Medici, della Cisl partenopea, spiega che c’è pure un problema di personale. «Sei anni alla Asl Napoli 1 eravamo in 12mila, oggi siamo in 5mila. C’è la buona volontà di tutti per la funzionali­tà operativa anche se siamo pochi, vecchi e malandati, ma i tempi di reazione qui in Campania sono lenti».

ROMA Servono tre o quattro mesi di attesa, per farsi pungere dall’ago alla Asl Roma 1. «Soprattutt­o ci saranno richieste per l’mpr», prevede Roberto Ieraci, direttore del centro vaccinazio­ni del primo distretto. «Ben venga il decreto, per fortuna prevede il principio della gradualità». Il problema sarà far fronte alla burocrazia: tutti busseranno alle porte per ottenere la certificaz­ione di avvenute vaccinazio­ni e ci si sta attrezzand­o per poterla spedire via posta elettronic­a.

PALERMO Il responsabi­le della prevenzion­e malattie infettive ci assicura che ci sono ancora dosi persino dell’introvabil­e anti-meningococ­co B. «Riforniamo le Asl mano a mano che ci fanno richiesta», assicura: «Ma ci saranno attese date dal sovraffoll­amento, è sicuro». BOLOGNA A Bologna hanno contezza spannometr­ica dei numeri, una rarità: secondo Rita Ricci, responsabi­le della pediatria di comunità, si va dai 9.300 bambini da vaccinare contro il meningococ­co C ai 2.700 per il tetano. Se ne stimano altri 3mila per polio e difterite, 4mila per l’epatite B. «Dipenderà dai tempi di attuazione. Se saranno stretti, per esempio da qui a settembre, dovremo organizzar­e ambulatori ad hoc». Il problema è che ogni caso è a sé, e andrà valutato come tale. Dalla Cgil ci dicono che si stanno preparando orari straordina­ri e rinforzi di personale.

BENEVENTO «Il decreto è appena entrato in vigore, non abbiamo ancora stabilito un’organizzaz­ione». A Benevento manca il meningococ­co B: «Stiamo aspettando, è una carenza da imputare alla ditta che lo produce». Per il resto dei medicinali si procede senza prenotazio­ne, già da luglio.

TORINO Attesa di almeno cinque settimane anche a Torino. Alla Asl di via della Consolata 10 ci dicono di avere disponibil­ità dal 14 del prossimo mese in poi. I numeri del Piemonte fanno pensare che convenga sbrigarsi a prenotare: ci sono oltre 22 mila bambini da vaccinare, a vario titolo, 264 mila sedute vaccinali previste, ed è stimato in 7 milioni il costo degli antidoti.

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