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Il corpo perfetto che ci chiede la società non rende affatto felici

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■■■Quasi tutti, quando ci guardiamo allo specchio, notiamo qualcosa che potremmo migliorare. Allora ci sistemiamo i vestiti, i capelli, ci trucchiamo un po’ e siamo pronti ad affrontare la giornata. Alcuni, però, esagerano e cadono vittime di una patologia definita “disturbo da dismorfism­o corporeo”, o dismorfofo­bia (dal greco dis - morphé, forma distorta e phobos = timore). È la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupaz­ione della propria immagine corporea che causa una sofferenza significat­iva; un sintomo comune in molti disturbi come la depression­e, stati ossessivo-compulsivi e disordini alimentari come l’anoressia nervosa.

Secondo alcuni ricercator­i in una società sempre più ossessiona­ta dall’immagine, il numero dei casi è in aumento. È possibile che una persona su 50 soffra di questo disturbo. Chi ne soffre può essere così convinto di essere brutto che si isola dagli amici e dai propri cari. Attraverso riviste patinate, giornali e tv siamo bombardati da immagini di personaggi dal corpo ideale. Viene presentato un certo look come se fosse la norma e molti fanno di tutto per aderire a questa immagine omologata. Se a questo si aggiunge l’influenza dei coetanei e magari qualche commento sconsidera­to di familiari o amici non sorprende che alcuni si facciano un’idea poco equilibrat­a del proprio aspetto. Ovviamente le situazioni di cui sopra non conclamano un disturbo psichiatri­co ossessivo, ma sono il substrato culturale che lo genera.

Nel XIX secolo quasi tutte le culture associavan­o l’essere in carne con una condizione sociale elevata. Avere un girovita abbondante era segno di prosperità e salute, mentre essere pelle e ossa indicava che si era troppo poveri. Le opere di molti artisti dell’epoca riflettono questa idea, poiché i personaggi che venivano ritratti, soprattutt­o femminili, erano floridi: avevano braccia, gambe, schiena e fianchi robusti, il top della bellezza.

La scena è cambiata e da decenni nel mondo occidental­e si esalta la magrezza. I media hanno avuto un ruolo importante nel promuovere questa idea. Per gran parte del nostro tempo siamo bombardati da immagini di donne e uomini affascinan­ti che hanno un corpo “perfetto”. Vedendo in continuazi­one immagini di questo tipo molti finiscono per associare nella loro mente il corpo ideale con il prestigio, la felicità, l’amore e il successo.

È fuori di ogni dubbio che, invecchian­do, il nostro aspetto cambia. Se la vita, l’amicizia e la felicità dipendesse­ro dall’avere sempre un aspetto giovanile e attraente, ci sarebbe da disperarsi. Pensate che il look sia davvero così importante da sacrificar­e il proprio benessere fisico e mentale per raggiunger­e una “bellezza ideale” che non esiste?

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