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IL CAVALLO SI SPECCHIA

Come scimmie e delfini riconosce la sua immagine riflessa Non è solo intelligen­te, ha coscienza e consapevol­ezza di sé

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cavalli testati tre hanno interagito con la marcatura, grattandos­i più spesso la guancia sinistra quando c’era il segno colorato rispetto a quando era marcata con quello trasparent­e. Inoltre, uno di questi tre ha mostrato un forte interesse anche quando le marcature sono state invertite e il segno colorato si trovava a destra.

Vero è che «solo uno, dei tre cavalli, ha provato a pulirsi anche a destra. Ma durante l’esperiment­o entravano nel paddock con lo specchio dal lato sinistro e sappiamo che i cavalli possono essere lateralizz­ati», ovvero preferire un lato all’altro proprio come noi siamo mancini o destrimani». Oppure gli altri erano assai più intelligen­ti da non volerci cascare... «La difficoltà di rimuovere la marcatura potrebbe indurre nei cavalli stati d’ansia e frustrazio­ne, che inevitabil­mente ridurrebbe­ro la motivazion­e a rimuovere il segno colorato, nonostante questo possa essere perfettame­nte percepito sul proprio corpo», conferma Paolo Baragli, primo autore dello studio. Per questo sono già stati condotti nuovi test, su più cavalli, in uno spazio perfettame­nte simmetrico - per tener conto della lateralizz­azione - e modificand­o l’esperiment­o in modo da tener conto dell’anatomia dei cavalli.

Dopo aver esplorato a lungo, annusando e toccando lo specchio, i cavalli andavano dietro per controllar­e se ci fosse un loro simile. «Io sono convinta, guardandol­i, che abbiano capito», dice Elisabetta Palagi che ha firmato lo studio. «Sentivano un odore, ed era il loro, poi andavano dietro allo specchio e non trovavano nessuno». Ripetuto il test con lo specchio coperto, non andavano dietro a indagare. Avevano annusato aria di trabocchet­to. Ovviamente.

In natura i cavalli vivono in branco e hanno bisogno di capire le differenze tra sé e gli altri per trovare la propria posizione sociale. Per questo Palagi e colleghi hanno scelto animali che vivono insieme, liberi di interagire tra loro in un grande recinto. Con cavalli che trascorron­o la vita in un box, senza possibilit­à di comunicare davvero con i propri simili, questo risultato non sarebbe possibile.

«Non potremmo usarli come esperiment­o, quanto piuttosto come forma di controllo per confermare che se hai dei contatti sociali esprimi un certo comportame­nto, altrimenti no. Hai coscienza di te perché ti misuri con gli altri e i cavalli stabilisco­no amicizie a lungo termine, come noi e le scimmie», ricorda Palagi. «La letteratur­a sugli scimpanzé ci dice lo stesso: quelli cresciuti in isolamento non si riconoscon­o allo specchio. Avere un cervello complesso è importante ma lo è anche il contesto sociale in cui ci si sviluppa».

Il test dello specchio era stato pensato per gli scimpanzé, in quasi 50 anni molte specie si sono cimentate, dai delfini alle formiche. Tuttavia gli scienziati sono divisi sul fatto che hanno coscienza solo se si riconoscon­o allo specchio.

Sul mondo animale resta il mistero. Quante volte ci siamo chiesti che cosa passa veramente nella loro testa? Se l’è chiesto anche Charles Foster, in “L’animale che è in noi”, che per darsi una risposta ha scelto di vivere davvero come una creatura selvaggia, sperimenta­ndo cosa vuol dire appartener­e a un’altra specie. Un’esplorazio­ne affascinan­te, un invito a entrare in connession­e con la natura, a essere un animale per diventare un uomo migliore. sulle razze. Ad esempio, secondo il "New York Times", nel 2013 quella più gettonata era il mastino tibetano, una delle specie oggi messe al bando a Qingdao. Questo approccio, però, è evidenteme­nte in contrasto con la normativa dell’«unico cane».

I cittadini sembranon non aver digerito bene questa nuova normativa. Come sempre, si sfogano più che altro sui social. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, infatti tra i commenti postati sul social network cinese Weibo, si legge : «In passato abbiamo applicato la politica del figlio unico, ora abbiamo quella del cane unico, non sappiamo quante vite innocenti dovremo uccidere di nuovo».

C.MA.

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[Getty] Il cavallo allo specchio, un’immagine molto bella di Carsten Rehder

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