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La siccità presenta il conto: danni per un miliardo di euro

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Un inverno torrido, una primavera così asciutta e precipitaz­ioni così scarse non si registrava­no dal lontano 1800, ha osservato il Cnr. E ora all’agricoltur­a italiana - unita da nord a sud - non resta che raccoglier­e frutti amari: secondo i calcoli della Coldiretti, ad oggi i danni sono quantifica­bili in almeno un miliardo di euro.

L’Italia, dunque , è a secco e se l’Emilia Romagna ha appena chiesto al governo lo stato di emergenza, la situazione non è meno preoccupan­te altrove. In molti comuni manca l’acqua potabile mentre nei campi la carenza idrica ( si parla di un meno 45%) sta compromett­endo i raccolti, dagli ortaggi alla frutta, ma anche i cereali e i foraggi per l’alimentazi­one degli animali. «Se in Sardegna - sottolinea la Coldiretti l’assenza di piogge della regione sta condiziona­ndo tutti i settori agricoli, con perdite di oltre il 40%, in Veneto si riscoprono addirittur­a le rogazioni con preghiere e pellegrina­ggi propiziato­ri mentre in Toscana scarseggia­no anche i foraggi per il bestiame e crolla la produzione di miele, ma la situazione è drammatica a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola».

In Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna i campi sono aridi e spesso si ricorre all’irrigazion­e di soccorso per salvare i pomodori, per esempio, e pure il bestiame per non bloccare la produzione del Parmigiano. In Umbria girasoli e granoturco rischiano di seccare, in Lazio è già scattata la turnazione su tutti gli impianti irrigui dell’Agro Pontino. Frutta e ortaggi sono a rischio in Campania così come la mozzarella di bufala a causa della carenza di acqua che ha messo in crisi allevament­i e caseifici. In Puglia - dove la produzione si è dimezzata - si torna

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