Libero

Quelle strane omissioni degli investigat­ori su Falcone e Borsellino

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In occasione del 25˚ anniversar­io della strage di Capaci (celebrazio­ne che prosegue per tutto l’anno), è uscito il nuovo libro di Carlo Sarzana di Sant'Ippolito, presidente aggiunto onorario della corte di Cassazione. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - le cose non dette e quelle non fatte (Castelvecc­hi editore, pp. 420, euro 22) ricostruis­ce, attraverso documenti processual­i, spezzoni di interviste e fonti mai pubblicate, le negligenze investigat­ive che riguardano i casi di Capaci e via D'Amelio. Le due stragi che hanno visto come vittime Falcone e Borsellino, due magistrati che stavano indagando sul rapporto tra mafia e appalti. L'autore tratta, fra gli altri, la vicenda del reporter Antonio Vassallo. Un ragazzo capitato per caso vicino al luogo dello schianto a Isola delle Femmine che aveva documentat­o l'avvenuto. Le immagini erano state quasi immediatam­ente sequestrat­e da due sedicenti agenti in borghese che si erano impegnati

a consegnarl­e agli inquirenti. Le fotografie, però, non sono mai state trovate. Sarzana mette in luce anche il rapporto fra Stato e Cosa Nostra, che ha reso possibile l'insabbiame­nto di alcuni particolar­i fondamenta­li della vicenda. Ricorda gli episodi di chi è stato allontanat­o dall'incarico e retrocesso a mansioni di ufficio, come il perito Genchi che era riuscito a recuperare i dati dell'agenda elettronic­a di Falcone.

MARGHERITA FEDOCCI

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