Libero

«La crisi delle milanesi è stata una sciagura»

- FRANCESCO PERUGINI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

«Abbiamo rinunciato a formulare un’offerta perché la lavagnetta ci costa un capitale...». Così Fabio Ravezzani, direttore del gruppo Mediapason, commenta con un tweet il caos dell’asta per i diritti tv. TeleLombar­dia, regina del calcio parlato, gode per le sciagure del calcio italiano? «Ma no, citavo solo un’immagine della famosa pagina Chiamarsi bomber: “Chissenefr­ega dell’UltraHd, quando posso vedere le partite sulla lavagnetta di Ravezzani”. Me l’hanno segnalata in tanti e mi ha fatto piacere».

Non ha fatto piacere alla Lega l’apertura delle buste. La A è in bancarotta?

«Una soluzione si troverà, ma credo ci sarà comunque un taglio del 10-20%. Premium ha preso una tale tranvata sulla Champions che ora è costretta al tatticismo, però il problema è generale. Non c’è più spettacolo, sappiamo già chi è l’“assassino” prima che cominci il film».

La Juve domina, poi ci sono Crotone, Spal e Benevento. Lotito due anni fa accusava Carpi e Frosinone...

«Lotito aveva ragione al 110%. Il Chievo - con tutto il rispetto - non ha la stessa risonanza, per esempio, del Palermo. Ma le piccole piazze non sono un problema se i grandi club sono competitiv­i».

C’entrano, quindi, Milan e Inter che promettono sfracelli sul mercato? «Se si esulta per l’acquisto di Kessié siamo messi male... La non competitiv­ità delle milanesi è stata devastante per il nostro calcio. Ma non solo: le italiane vengono prese prese a pallate in Europa, a parte la Juve». Meglio per le tv locali... «Con i diritti silver, abbiamo le immagini quando non servono più. Tempo fa dissi al presidente Matarrese che il calcio dovrebbe pagarci perché creiamo interesse, spingiamo gli appassiona­ti a investire, ma la Lega A ci considera un fastidio». Com’è il bilancio di questa stagione? «Crollano abbonati allo stadio e alle pay tv, noi cresciamo leggerment­e. Di fronte a uno spettacolo noioso, le persone preferisco­no guardare il nostro show. Se il calcio parlato tiene e quello visto perde, vuol dire che c’è un problema di prodotto». Fabio Ravezzani

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