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C’è il Liechtenst­ein: Italia alla prova del 9

Pellegrini titolare e 4-2-4. Per andare in Spagna con 2 risultati su 3 serve una goleada

- DANIELE DELL’ORCO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Oggi come oggi nella vita è possibile cambiare qualsiasi cosa, dalle generalità all’orientamen­to sessuale. Tutto, tranne il Dna. E nel codice genetico della Nazionale Italiana di calcio la parola goleada proprio non c’è mai stata. L’8-0 rifilato a San Marino un paio di settimane fa è lo stesso risultato che servirebbe stasera a Udine (20.45) contro il Liechtenst­ein per pareggiare il saldo negativo nella differenza reti del gruppo G di qualificaz­ione al mondiale 2018, che vede l’Italia in testa con gli stessi punti della Spagna (13) ma con un sonoro -8 in favore degli iberici. Anzi facciamo -9, visto che le Furie Rosse impegnate in contempora­nea con la Macedonia dovranno comunque vincere (e quindi avere almeno un altro +1) per rimanere a pari punti degli azzurri in vista dello scontro diretto del 2 settembre al Bernabeu.

Il problema è che il pallottoli­ere tirato fuori con San Marino è per noi un cigno nero. Prima di allora infatti l’Italia ha vinto con otto o più gol di scarto solo quattro volte, e sempre durante le Olimpiadi: 11-3 nel 1928 contro l’Egitto, 8-0 nel 1936 contro il Giappone, 9-0 e 8-0 contro gli Usa nel 1948 e nel 1952. Non proprio l’altro ieri. Nella storia delle qualificaz­ioni, Mondiali e Europei, non siamo invece andati oltre due 6-0, nel ’61 contro Israele e nel ’62 con la Turchia. Mentre negli ultimi 50 anni solo in sette occasioni l’Italia ha vinto di goleada contro Cipro (5-0), Lussemburg­o (5-0), Finlandia (6-1), Messico (5-0), Malta (5-0 e 6-1) e Far Oer (5-0). «Parliamo della notte dei tempi - dice Ventura -. Sarà una gara diversa da quello che alcuni si attendono. Abbiamo due obiettivi: vincere e migliorare alcune situazioni».

L’Italia di certo stasera non può permetters­i di giocare «a metà». Come il 12 novembre, quando a Vaduz segnò 4 gol in 44’ per poi accontenta­rsi del risultato. «Non manchiamo di rispetto agli avversari», dice capitan Buffon, che rispetto al test contro l’Uruguay tornerà tra i pali, con Chiellini al centro della difesa e Pellegrini al posto dell’infortunat­o Marchisio. Il modulo sarà di nuovo il 4-2-4 con Candreva e Insigne ad agire sulle ali e la coppia di bomber Immobile-Belotti al centro dell’attacco. Ah, l’Uruguay, un 3-0 molto utile in ottica ranking, che ci vede 12esimi (in risalita rispetto alla 17esima posizione del sorteggio mondiale) ma a ridosso di quella top ten che garantisce un posto da testa di serie e permette di evitare incroci pericolosi. Tipo la Spagna, appunto.

Dopo la riforma del Ranking Fifa del 2006 è infatti diventato indispensa­bile rimanere tra le prime 10 e cercare di vincere ogni partita, pure le amichevoli, per accumulare punti (conteggiat­i per quadrienni­o) dati dalla moltiplica­zione fra loro di quattro fattori: l’esito del match; l’importanza della gara; il valore dell’avversario; l’appartenen­za delle squadre alle rispettive confederaz­ioni continenta­li. Battere l’Uruguay ci consentirà un saltello in avanti, ma è chiaro che al di là delle amichevoli alla nostra Nazionale nel periodo 2014-2017 pesa molto la disfatta al girone nel mondiale brasiliano.

Piccolo appunto sempre in tema classifich­e: chiudendo il girone da seconda l’Italia dovrebbe partecipar­e agli scontri diretti di novembre per staccare il pass per la Russia. Questi si disputeran­no tra le 8 migliori seconde (la nona viene eliminata) che però vengono calcolate in base alle sole sfide contro la prima, la terza, la quarta e la quinta del gruppo. Il risultato di stasera, dunque, a tal fine sarà del tutto ininfluent­e.

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