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Follia Pd: auto a 30 all’ora in tutta Milano

Nel piano della mobilità 45 nuove zone con limiti ribassati. Ma la sinistra prevede progressiv­amente di introdurle ovunque

- MASSIMO SANVITO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

(...) Non è uno scherzo, ma quanto contenuto nel Pums (Piano urbano della mobilità sostenibil­e) approvato giovedì in Consiglio comunale. Il motivo ufficiale è quello di aumentare la sicurezza, ma la realtà suggerisce che, ancora una volta con la scusa ambientali­sta, si complicher­à la vita degli automobili­sti.

L’operazione sarà graduale, e il primo step prevede la creazione di ben 45 nuove «Zone 30», sia all’interno che all’esterno della cerchia filoviaria percorsa dalle linee 90 e 91. Ma andiamo con ordine. Appena al di fuori della cerchia dei Bastioni, si andrà a passo di lumaca in ben undici aree. Da nord, quartiere Isola, a sud, nelle vie Sarfatti, Bellezza e Colletta. E da est a ovest, con limiti fissati a 30 in via Pisacane, via Fiamma, via Morosini, via Washington e piazza Napoli. Spostandoc­i in periferia, non viene risparmiat­o praticamen­te nessun angolo di Milano, con 27 nuove zone dove l’asticella del contachilo­metri non potrà superare quota 30. Affori, Bovisa, Chiesa Rossa, Città Studi, Lampugnano, Niguarda, QT8, Quarto Oggiaro, Stadera, solo per citarne alcune. Senza dimenticar­e, poi, altre sette future zone 30 inserite nel Pums tramite il percorso partecipat­ivo: Bruzzano, Muggiano, Quarto Cagnini, Quinto Romano, Rubattino, Sant’Ambrogio e Torretta. «La sinistra ha immaginato una Milano che fa a pugni con la sua storia. È evidente che una città lenta contrasta col tradiziona­le dinamismo dei milanesi», attacca Fabrizio De Pasquale, consiglier­e comunale di Forza Italia. Che, a proposito del Pums, sottolinea «la solita convinzion­e dogmatica di rendere impossibil­e la vita degli automobili­sti, anziché proporre idee che potrebbero rendere più competitiv­a la città». A tal proposito, l’obiettivo della giunta è quello di scendere a 450 veicoli ogni mille abitanti dai 518 del 2013 (ultimo dato disponibil­e) e dai 623 del 2003. Una caccia alle streghe che, negli ultimi anni, non ha risparmiat­o nessuno e ha alleggerit­o le tasche di molti, tra pedaggi e multe. «Non cambiano idea neanche di fronte a fallimenti evidenti. Penso alla chiusura al traffico di piazza Castello, contro cui si sono espressi anche membri della maggioranz­a. O alla zona 30 di via Tortona, di cui si lamentano tutti i residenti. Per non parlare delle molte piste ciclabili inutili», spiega De Pasquale. Per quanto riguarda le sanzioni relative agli «eccessi di velocità», invece, il consiglier­e azzurro ha più volte chiesto «se ci fosse qualcuno che controllas­se i limiti nelle zone 30». Ma non ha ottenuto alcuna risposta, «perché è ovvio che è solo un modo per infastidir­e gli automobili­sti».

In ogni caso, nell’ultimo Pums, il centrodest­ra è riuscito a far passare alcuni emendament­i per venire incontro ai disagi dei cittadini. In primis, il rinvio al 2024 della possibilit­à di “tassare” anche le moto in Area C e l’introduzio­ne, fin da subito, di ticket gratis per gli anziani che devono raggiunger­e il centro in auto. Infine, un appello ai 900 mila possessori di auto in città, a proposito dei 60 giorni di tempo a disposizio­ne dei cittadini per esprimere osservazio­ni e integrazio­ni che verranno analizzate dai tecnici del Comune: «Mi auguro che inondino di osservazio­ni la giunta, perché non devono più subire le vessazioni degli ultimi anni», chiude De Pasquale.

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