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Le spose bambine di Palermo: sparite da scuola e vendute

Decine di giovanissi­me musulmane o rom, tra gli 11 e i 17 anni, sono obbligate dai genitori a impalmare vecchi parenti. Souad Sbai: fenomeno allarmante

- ALBERTO SAMONÀ RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Un triste fenomeno sta scuotendo in queste ore il capoluogo siciliano. Sarebbero decine le bambine nate e cresciute a Palermo, originarie di varie zone dell’Asia, che ad un tratto scompaiono nel nulla. Sparizioni in piena regola, ma di cui però sarebbero bene informati i familiari.

In pratica di loro non si sa più niente, ma in realtà vengono rispedite nei Paesi da cui provengono le famiglie, perché date in sposa dai genitori a lontani parenti. Una pratica che tarda a morire anche nel nostro Paese, dove casi analoghi accadrebbe­ro in diverse città italiane e che avrebbero quali protagonis­te bambine e adolescent­i originarie soprattutt­o del Bangladesh, dell’India, dello Sri Lanka e del Pakistan.

Per l’Unicef, il fenomeno delle cosiddette «spose bambine», oltre che in Asia avverrebbe anche in diversi Paesi africani, fra cui il Niger, il Ciad e la Repubblica Centroafri­cana. L’età media di queste piccole vittime varierebbe dagli undici ai sedici, diciassett­e anni al massimo, mentre i mariti sarebbero molto più grandi. Il fenomeno è attestato dal fatto che diverse fra queste spariscono improvvisa­mente da scuola, ma nella maggior parte dei casi i genitori non informereb­bero nemmeno le direzioni didattiche.

Questa pratica avverrebbe da tempo, ma a Palermo se ne parla con insistenza solo da qualche giorno a causa del caso che ha visto protagonis­ta una bambina dodicenne di etnia rom. La piccola sarebbe stata promessa in sposa a un parente che vive in Francia, ma si sarebbe ribellata alla decisione presa dai familiari, facendo perdere le proprie tracce.

La sua storia è venuta alla luce perché i genitori hanno denunciato la scomparsa alla Polizia, ma dopo una breve attività d’indagine, gli agenti hanno scoperto che, con l’aiuto di un coetaneo, la giovane rom si era nascosta per non venire rintraccia­ta dai genitori e non essere così costretta a partire per la Francia.

Se la vicenda della dodicenne forse non si concluderà con il matrimonio è solo perché l’episodio è stato denunciato alla procura dei minori, ma per un caso che potrebbe essere in via di risoluzion­e, a Palermo ve ne sarebbero molti altri, in una sorta di sottobosco che mette insieme pratiche religiose, consuetudi­ni e usanze di Paesi lontani in un mix che porta, appunto, a matrimoni combinati di bambine o adolescent­i con parenti, visti a volte soltanto in fotografia.

L’edizione palermitan­a di Repubblica, a questo proposito, racconta di diversi episodi avvenuti in varie scuole del centro storico di Palermo. Alcune ragazzine trovano la forza di raccontare il loro dramma, altre tacciono. Il quotidiano riporta, fra gli altri, il caso di una sedicenne del Bangladesh, destinata Una “sorridente” famiglia islamica [LaPr]

fin dalla nascita ad uno zio di trent’anni più vecchio. L’adolescent­e avrebbe avuto il coraggio di confidarsi con gli insegnanti, ma di lì a poco è sparita nel nulla.

Un altro caso è quello di una quattordic­enne, che ha lasciato l’ultimo anno della scuola media che frequentav­a, per essere letteralme­nte spedita (è il caso di dirlo) in Pachistan. O ancora, una ragazzina dello Sri Lanka, predestina­ta anche stavolta a un parente residente nel Paese d’origine e rinchiusa in casa per tre settimane, perché la giovane aveva nel frattempo mostrato interesse per un coetaneo palermitan­o.

«Purtroppo il fenomeno è ancora più esteso», sottolinea Souad Sbai, giornalist­a di origine marocchina e deputata di Lega-Noi con Salvini: «Il 60 per cento delle bambine maghrebine che vivono in Italia non frequenta la scuola dell’obbligo. Che fine hanno fatto? Sono diventate spose bambine? Sono segregate in casa? Sono prossime jihadiste? Ho presentato su questo una denuncia alla procura di Roma e avvisato la ministra dell’istruzione. Queste bambine vanno salvaguard­ate e non è certo con lo ius soli che potranno essere aiutate: anzi, se dovesse passare la legge, diventeran­no merce di scambio». Un’ondata di maltempo rischia di abbattersi sull’Italia, ma già ieri si sono avute le prime avvisaglie. Polemiche politiche a Roma, dove il Pd ha sollecitat­o Virginia Raggi «a non aspettare gli allagament­i per intervenir­e». Disagi concreti a Milano. Niente da fare, ieri sera, per il concerto dell’Orchestra Giovanile Italiana: inizialmen­te previsto in piazza Duomo alle 21, è stato trasferito in tutta fretta al Teatro Dal Verme. Non è finita. Il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio ha firmato un’ordinanza per sospendere tutte le manifestaz­ioni fino alla fine dell’allerta. «Evitate gli spostament­i» ha detto il governator­e ligure Toti [LaPresse]

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