Libero

Mentre infuria l’influenza, sanità pubblica al collasso Non ci sono più medici

Il ministero ha sbagliato la programmaz­ione: in dieci anni i dottori saranno la metà. E chi vale se ne andrà all’estero o si trasferirà nel privato per guadagnare di più e lavorare di meno. In corsia avremo camici laureati nel Terzo Mondo

- Di SERGIO LUCIANO

È un’apoteosi di pasticcion­eria e impreviden­za, quello che oggi rende la categoria dei medici una specie di “merce rara” che rischia di lasciare sguarniti gli ospedali italiani nel giro di pochi anni, o di aprire le loro porte a un esercito di - peraltro a quel punto provvidenz­iali - camici bianchi dell’Est europea o del Nord Africa.

Che è successo? Una cosa molto semplice, ma altrettant­o desolante, a leggere bene i dati e il grido d’allarme che la Federazion­e degli ordini dei medici ha lanciato. Il “numero chiuso” per le iscrizioni alle Facoltà di medicina - introdotto (...)

(...) chiedono i governator­i e meglio è... Questa settimana probabilme­nte finirà questa pseudo-trattativa con l’esecutivo e avremo un documento ufficiale. Una base di partenza, in realtà: la vera battaglia di Zaia & C. sarà con il prossimo esecutivo. Perché per avere più quattrini sul territorio servirà una legge, approvata a maggioranz­a assoluta dal Parlamento. Ci vorrà almeno un anno prima di arrivare al testo definitivo.

Ecco, noi aspettiamo quel testo, l’unico che può innescare un ciclo virtuoso per lo Stato: l’autonomia farebbe correre ancora di più il Pil delle zone d’Italia che già tirano la carretta, inoltre scatterebb­e finalmente la spending review. Sappiamo tutti che la spesa pubblica è inefficien­te. Conosciamo anche dove stanno gli sprechi. Tuttavia nessun politico poco virtuoso (ma furbetto) userebbe le forbici, dato che perderebbe voti.

Ci vuole una legge che responsabi­lizzi gli amministra­tori. In modo da non ritrovarsi, ad esempio, senza medici perchè Stato e governator­i litigano sui fondi, dimentican­do le priorità, ovvero la cura dei malati. E per consentire ad alcune Regioni abili nell’utilizzo dei denari pubblici, tipo Lombardia, di assumere personale sanitario senza chiedere la carità a Roma.

Avremo un governo di centrodest­ra oppure uno grillino o una grande coalizione? Non importa. Vogliamo l’autonomia. E non più migranti, come ha detto ieri Giorgio Gori, candidato del Pd in Lombardia. Attilio Fontana ha rispolvera­to i forconi. Non sarà il solo...

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