LO STILISTA RO­BOT

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L’uni­ver­so in cui vi­via­mo non è rea­le, ma è sta­to crea­to da una ci­vil­tà su­pe­rio­re che ci tie­ne sot­to con­trol­lo con dei su­per com­pu­ter, co­me nel­la tri­lo­gia di Ma­trix. Ro­ba da pa­ra­noi­ci... For­se.

Sen­za an­da­re trop­po lon­ta­ni, tra di noi c’è un ex boc­co­nia­no dal per­cor­so straor­di­na­rio. Si chia­ma Fe­de­ri­co Mar­chet­ti: ven­ti an­ni fa è sta­to il pri­mo im­pren­di­to­re a cre­de­re che la mo­da fat­ta di abi­ti e ac­ces­so­ri si po­tes­se ven­de­re e com­pra­re on li­ne, og­gi con la sua piat­ta­for­ma di e-com­mer­ce rag­giun­ge un vo­lu­me d’af­fa­ri di 2,1 mi­liar­di di eu­ro. Ma la no­ti­zia ades­so è un’al­tra: que­st’uo­mo, un po’ ge­nia­le e un po’ ri­vo­lu­zio­na­rio, fon­da­to­re di Yoox e am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to di Yoox Net-a-Por­ter, ha mes­so in pie­di un ar­chi­vio di­gi­ta­le con tan­ti di quei da­ti che so­no «im­pos­si­bi­li da sin­te­tiz­za­re, per noi uma­ni», co­me lui stes­so con­fi­da. In­som­ma, pos­sie­de una mo­le di in­for­ma­zio­ni im­pen­sa­bi­li sul­la no­stra vi­ta, i no­stri gu­sti, le no­stre scel­te, i no­stri ac­qui­sti, le no­stre con­di­vi­sio­ni sui so­cial.

Al­tro che sche­da­ti... Sia­mo su­per con­trol­la­ti, mi­nu­to per mi­nu­to. Tut­te que­ste in­di­ca­zio­ni, l’im­pren­di­to­re di Ra­ven­na ha pen­sa­to be­ne di for­nir­le al suo de­si­gner ro­bot, il qua­le le ha tra­sfor­ma­te pri­ma in un al­go­rit­mo, poi le ha tra­dot­te in una col­le­zio­ne fa­shion di ve­sti­ti e ac­ces­so­ri. Si chia­ma “8 by Yoox” e non è usci­ta dall’estro di uno stilista, ma da un si­ste­ma di in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le, che ha ana­liz­za­to abi­tu­di­ni di con­su­mo, trend, fo­to su In­sta­gram, con­ver­sa­zio­ni su Fa­ce­book o Twit­ter per sfor­na­re ca­pi su mi­su­ra ne­ces­sa­ria­men­te di no­stro gu­sto. Al­tro che sfi­la­te, cer­can­do di sba­lor­di­ne con li­nee im­pro­ba­bi­li e co­lo­ri sgar­gian­ti. Gli sti­li­sti, so­prat­tut­to quel­li più biz­zar­ri, de­vo­no “sta­re in cam­pa­na”, per­ché gli omi­ni elet­tro­ni­ci si mol­ti­pli­ca­no in fret­ta. E fan­no pre­sto a di­se­gna­re abi­ti mor­bi­di o sci­vo­la­ti, fir­ma­ti “8 by Voox”. Che nel­la li­nea fem­mi­ni­le pro­po­ne il cap­pot­to co­lor cam­mel­lo, gli sti­va­let­ti in ver­ni­ce, il giub­bi­no in pel­le con la mi­ni­gon­na ab­bi­na­ta. E l’eco-pel­lic­cia, as­so­lu­ta­men­te ani­ma­lier. «Ban­di­re quel­la ve­ra è sta­to sem­pli­ce, tre quar­ti dei no­stri clien­ti si orien­ta su scel­te eti­che», sot­to­li­nea Mar­chet­ti. ogni vol­ta che ac­cen­dia­mo il pc. Ma la mac­chi­na po­trà dav­ve­ro so­sti­tui­re la crea­ti­vi­tà dell’uo­mo? «Bi­lan­cia­re que­sti due mon­di è per me straor­di­na­ria­men­te in­te­res­san­te ed è una scel­ta che ogni azien­da de­ve fa­re». È ras­si­cu­ran­te il Ceo di Yoox Net-A-Por­ter Group: «Si ve­de già nel no­me che scel­si quan­do ho crea­to Yoox vent’an­ni fa do­ve le let­te­re “y” e “x” dei cro­mo­so­mi rac­chiu­do­no il dop­pio 0 del co­di­ce bi­na­rio. E poi il na­stro del pac­chet­to che ri­ce­ve il clien­te è le­ga­to a ma­no». Co­sì sì, che sia­mo più tran­quil­li. Al ro­bot il la­vo­ro crea­ti­vo, all’uo­mo quel­lo ma­nua­le. Che brut­ta fi­ne fa­re­mo. Di si­cu­ro ab­bia­mo ri­nun­cia­to, sen­za la­men­tar­ci, al pia­ce­re de­gli

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