Il ci­bo ti­ra più de­gli scon­ti La ta­vo­la trai­na i con­su­mi

Libero - - Economia -

Le ven­di­te al det­ta­glio tor­na­no a cre­sce­re. A no­vem­bre, com­pli­ce an­che la cor­sa al­le oc­ca­sio­ni in­ne­sca­ta dal black fri­day ,il ve­ner­dì dei sal­di im­por­ta­to da­gli Sta­ti Uni­ti, so­no cre­sciu­te del­lo 0,7% sul me­se pre­ce­den­te. Un da­to im­por­tan­te, do­po i chia­ri di lu­na pro­trat­ti­si per il com­mer­cio al det­ta­glio ben ol­tre gli an­ni ne­ri del­la cri­si. Su ba­se an­nua la ten­den­za è an­co­ra più evi­den­te e fa se­gna­re una cre­sci­ta dell’1,6% in va­lo­re e dell’1,8% in vo­lu­me.

Il boom di ven­di­te per i di­spo­si­ti­vi elet­tro­ni­ci, l’ab­bi­glia­men­to e gli ac­ces­so­ri re­gi­stra­to col black fri­day, ha fat­to la par­te del leo­ne, gra­zie so­prat­tut­to al­la inat­te­sa dif­fu­sio­ne del com­mer­cio elet­tro­ni­co, uti­liz­za­to qua­si da un ita­lia­no su due, per la pre­ci­sio­ne dal 46% di chi ha com­pe­ra­to al­la ri­cer­ca dell’oc­ca­sio­ne. Co­sì, a no­vem­bre, gli ac­qui­sti di ali­men­ta­ri so­no cre­sciu­ti del­lo 0,3% in va­lo­re e del­lo 0,2 in vo­lu­me, men­tre i be­ni non ali­men­ta­ri han­no fat­to re­gi­stra­re un +0,8% in va­lo­re e +1% in vo­lu­me.

In me­ri­to al “fair play fi­nan­zia­rio” nel cal­cio, Ma­rio Scon­cer­ti scri­ve sul Cor­se­ra un ar­ti­co­lo mol­to cri­ti­co sul te­ma. Una re­go­la che non ha por­ta­to nes­sun mi­glio­ra­men­to, se non puoi spen­de­re più di quan­to gua­da­gni, co­me fa­rai a gua­da­gna­re di più non po­ten­do in­ve­sti­re, dun­que spen­de­re? «Co­sì il cal­cio si è cri­stal­liz­za­to, i ric­chi so­no ri­ma­sti ric­chi, gli al­tri non lo so­no di­ven­ta­ti. Il ri­sul­ta­to è un’Eu­ro­pa do­ve vin­co­no sem­pre le stes­se squa­dre, sia in Cham­pions che nei cam­pio­na­ti». Scon­cer­ti ha di­pin­to l’at­tua­le sta­to del cal­cio mon­dia­le e in­con­sa­pe­vol­men­te ha spie­ga­to in mo­do sem­pli­ce, con la me­ta­fo­ra del pal­lo­ne, la si­tua­zio­ne dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri e dell’eco­no­mia d’og­gi.

Un mon­do do­ve i ric­chi so­no sem­pre più ric­chi, do­ve le po­ten­ze so­no sem­pre più for­ti, do­ve il de­bi­to cre­sce e do­ve chi co­man­da può per­met­ter­si il lus­so di vio­la­re le re­go­le, men­tre tut­ti gli al­tri ven­go­no bac­chet­ta­ti se so­lo rubano una ca­ra­mel­la. Se­con­do il Wall Street Jour­nal al­la fi­ne del 2018 il de­bi­to mon­dia­le ha rag­giun­to in ter­mi­ni as­so­lu­ti la ci­fra mo­struo­sa di 250mi­la mi­liar­di di dol­la­ri. Po­chi? Tan­ti? Fa­te con­to che il no­stro de­bi­to in dol­la­ri è di 2.500 mi­liar­di. Una brut­ta no­ti­zia? Non del tut­to, per­ché se il de­bi­to au­men­ta si­gni­fi­ca che c’è tan­ta fi­du­cia nel mon­do, c’è chi pre­sta e lo fa vo­len­tie­ri, guai se man­cas­se! Co­me scri­ve Scon­cer­ti, se non si vuo­le che il cal­cio si spac­chi in due, si do­vran­no ri­ve­de­re le re­go­le, co­sì si do­vrà fa­re in eco­no­mia, nei mer­ca­ti e so­prat­tut­to in Eu­ro­pa.

PIAZ­ZA AF­FA­RI: Tra­mon­ta­na che spaz­za il cie­lo di Mi­la­no e pu­li­sce l’aria dal­le pol­ve­ri. Lo stes­so ven­to che ha sof­fia­to a Piaz­za Af­fa­ri nel 2018, spaz­zo­lan­do mol­ti in­ve­sti­to­ri. Ora il mer­ca­to è bel­lo pu­li­to, an­che se an­co­ra un po’ fred­di­no. Cer­to so­pra 19.800 sa­reb­be una bel­la pri­ma­ve­ra, men­tre so­pra 20.800 sa­reb­be già esta­te pie­na. Fac­cia­mo un pas­so al­la vol­ta, aspet­tia­mo Fed e Bce e gio­chia­mo a car­te sco­per­te.

FIDIA: un ami­co ana­li­sta, aven­do let­to le mie 10 pre­vi­sio­ni 2019 og­gi mi scri­ve: «Hei Bud­dy, vi­sto Fidia? È il ri­tor­no dei mor­ti vi­ven­ti?» Per nul­la, il mer­ca­to ha ri­tro­va­to sa­ni­tà men­ta­le. At­ten­zio­ne pe­rò, al­tri col­pi di te­sta so­no pos­si­bi­li, que­sta vol­ta di fol­lia po­si­ti­va.

BE: usan­do i ter­mi­ni cal­ci­sti­ci per spie­ga­re i mer­ca­ti, se un at­tac­can­te è buo­no, an­che se non è in for­ma de­vi man­te­ne­re fi­du­cia e aspet­ta­re che si sbloc­chi, poi tor­ne­rà a fa­re gol. BE mer­co­le­dì si è sbloc­ca­ta.

DIGITAL360: do­ve era­va­mo ri­ma­sti? È sem­pre lì, an­zi è tor­na­ta a 1 eu­ro e chi non ha com­pra­to mi sa tan­to che ha per­so la gran­de oc­ca­sio­ne.

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