Si fa la guer­ra al vo­ca­bo­la­rio e si tra­scu­ra sem­pre la real­tà

Libero - - Da Prima Pagina - VIT­TO­RIO FEL­TRI La pre­va­len­za del cre­ti­no si è con­fer­ma­ta. Il no­stro ti­to­lo di ie­ri è sta­to con­si­de­ra­to of­fen­si­vo nei con­fron­ti dei me­ri­dio­na­li, (...)

(...) i qua­li do­vreb­be­ro in­ve­ce es­se­re or­go­glio­si di do­mi­na­re la sce­na isti­tu­zio­na­le e quin­di di di­ri­ge­re il Pae­se. Ter­ro­ne in­fat­ti è un ter­mi­ne con­so­li­da­to nel lin­guag­gio col­lo­quia­le e si­gni­fi­ca - con­sul­ta­re il di­zio­na­rio eti­mo­lo­gi­co, per fa­vo­re - la­vo­ra­to­re del­la ter­ra e vie­ne og­gi usa­to in chia­ve scher­zo­sa e non cer­to per de­ni­gra­re la gen­te del Sud. Pur­trop­po fa più dan­ni l’igno­ran­za, che ali­men­ta il pre­giu­di­zio e la ma­la­fe­de, del­la cat­ti­ve­ria. È no­to­rio. Io so­no di Ber­ga­mo e non mi adon­to se qual­cu­no mi dà del po­len­to­ne, cioè del man­gia­to­re di po­len­ta, co­sa pe­ral­tro ve­ra.

Se­gna­lo agli il­let­te­ra­ti, non so­lo del­la po­li­ti­ca, che l’au­tri­ce del de­li­zio­so pez­zo in­cri­mi­na­to in­giu­sta­men­te, Az­zur­ra Noemi Bar­bu­to, è na­ta e cre­sciu­ta a Reg­gio Ca­la­bria e si è lau­rea­ta a Mes­si­na. La qua­le nel te­sto si di­chia­ra con fie­rez­za ter­ro­na ed è da idio­ti pen­sa­re che el­la ab­bia in­te­so co­sì scre­di­tar­si. Il pro­ble­ma è che all’in­cul­tu­ra si ag­giun­ge la su­per­fi­cia­li­tà e ci si ac­ca­ni­sce, uti­liz­zan­do i so­cial, su chi co­no­sce la lin­gua e ha di­me­sti­chez­za con es­sa. Or­mai non si fa più la guer­ra al­le opi­nio­ni ben­sì al vo­ca­bo­la­rio. Che ma­lin­co­nia.

Per com­ple­ta­re l’ope­ra, ri­cor­do che Pi­no Apri­le, già ot­ti­mo in­via­to del set­ti­ma­na­le Og­gi, ed espo­nen­te di pun­ta del gior­na­li­smo me­ri­dio­na­li­sta, scris­se due be­st sel­ler de­ci­si­vi:

Terroni, il pri­mo, e il se­con­do Il Sud puz­za. Cen­ti­na­ia di mi­glia­ia di co­pie ven­du­te. A nes­sun fes­so è ve­nu­to in men­te di con­dan­na­re i ci­ta­ti li­bri dai ti­to­li men­zio­na­ti. Se ter­ro­ne è una pa­ro­la ac­ces­si­bi­le per Apri­le, per­ché non può es­ser­lo per Li­be­ro? I si­gno­ri­net­ti dell’Or­di­ne de­gli scri­bi mi spie­ga­no con qua­le cri­te­rio giu­di­ca­no la li­cei­tà o me­no del les­si­co fa­mi­lia­re?

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