SIA­MO TUT­TI TERRONI DI QUAL­CU­NO

Il gril­li­no non per­de l’oc­ca­sio­ne per far­ce­la pa­ga­re: «Que­sto gior­na­le è fi­nan­zia­to an­che con i sol­di del Me­ri­dio­ne, glie­li to­glie­re­mo». Per­fi­no la si­ni­stra ci di­fen­de: «Inac­cet­ta­bi­le ri­tor­sio­ne»

Libero - - Da Prima Pagina - TOM­MA­SO MONTESANO - GIAN­LU­CA VENEZIANI

Fi­gu­rar­si se po­te­va la­sciar­si scap­pa­re l’oc­ca­sio­ne, Gi­gi­no Di Ma­io. Con il suo Mo­vi­men­to 5 Stel­le in cri­si di con­sen­si, so­prat­tut­to nel Mez­zo­gior­no, il vi­ce­pre­mier ap­pe­na ha let­to il ti­to­lo di Li­be­ro - «Co­man­da­no i terroni» - ha pen­sa­to be­ne di af­fi­la­re le ar­mi e di af­fi­da­re a un tweet la sua ri­spo­sta. Que­sta: «#Li­be­ro, gior­na­le fi­nan­zia­to con sol­di pub­bli­ci, an­che quel­li dei terroni. Ec­co la pre­zio­sa in­for­ma­zio­ne da tu­te­la­re con i no­stri sol­di! Tran­quil­li ab­bia­mo già ini­zia­to a to­glier­glie­ne da que­st’an­no e nel gi­ro di 3 an­ni ar­ri­ve­ran­no a ze­ro. P.S. L’Odg (Or­di­ne dei gior­na­li­sti, ndr) ri­mar­rà di nuo­vo in si­len­zio?». Il ca­po po­li­ti­co di M5S, con candore, ha get­ta­to la ma­sche­ra: il ta­glio - pro­gres­si­vo - ai con­tri­bu­ti pub­bli­ci all’edi­to­ria, con­te­nu­to nel­la ma­no­vra eco­no­mi­ca fre­sca di ap­pro­va­zio­ne, è una man­na­ia che il go­ver­no ha fat­to scat­ta­re per zit­ti­re (an­che) le vo­ci sgra­di­te. Co­sì il na­tu­ra­le di­bat­ti­to sul­la pri­ma pa­gi­na del no­stro quo­ti­dia­no è sta­to oscu­ra­to dal­la sor­ti­ta di Di Ma­io, che è fi­ni­to a sua vol­ta at­tac­ca­to da que­gli or­ga­ni - Odg in pri­mis cui si è ap­pel­la­to per “far­la pa­ga­re” a Li­be­ro.

Il mi­ni­stro del­lo Svi­lup­po non è sta­to l’uni­co pen­ta­stel­la­to a par­ti­re all’at­tac­co. A ruo­ta, han­no esi­bi­to il man­ga­nel­lo sot­to for­ma di ta­glio ai con­tri­bu­ti il sottosegretario di Pa­laz­zo Chi­gi con de­le­ga all’edi­to­ria, Vi­to Cri­mi («Non è in­for­ma­zio­ne, è raz­zi­smo fi­nan­zia­to con sol­di pub­bli­ci. Ma fra tre an­ni fi­ni­ran­no an­che per Li­be­ro»); il ca­po­grup­po al­la Ca­me­ra Fran­ce­sco d’Uva («L’Or­di­ne in­ter­ven­ga im­me­dia­ta­men­te per bloc­ca­re que­sta ver­go­gna. È op­por­tu­no ta­glia­re a que­sto “quo­ti­dia­no di in­for­ma­zio­ne” qual­sia­si ti­po di fi­nan­zia­men­to»). A lo­ro si è ag­giun­to quel “crip­to gril­li­no” che ri­spon­de al no­me di Leo­lu­ca Or­lan­do, sin­da­co di Pa­ler­mo: «Ver­go­gno­so ti­to­lo. Ha da pas­sà a nut­ta­ta!». E M5S ha co­nia­to l’ha­sh­tag #Sia­moI­ta­lia­ni per ri­spon­de­re al no­stro gior­na­le.

«TWEET INAC­CET­TA­BI­LE»

Pec­ca­to, per lo­ro, che se c’è una per­so­na che ha mes­so tut­ti d’ac­cor­do nel­le lo­ro cri­ti­che, que­sta è pro­prio il ca­po po­li­ti­co di M5S. Pren­dia­mo Car­lo Verna, il pre­si­den­te del con­si­glio na­zio­na­le dell’Odg. Da una par­te an­nun­cia la «se­gna­la­zio­ne al con­si­glio ter­ri­to­ria­le di di­sci­pli­na» del ti­to­lo di ie­ri. Ma, dall’al­tra, gran par­te del­la sua no­ta è de­di­ca­ta al po­st di Gi­gi­no, de­fi­ni­to «inac­cet­ta­bi­le». Di Ma­io, scri­ve Verna, «stru­men­ta­liz­zan­do la vi­cen­da, tor­na a com­pia­cer­si per i ta­gli al so­ste­gno all’edi­to­ria».

Lo stes­so de­nun­cia­no Raf­fae­le Lo­rus­so e Giu­sep­pe Giu­liet­ti, se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le e pre­si­den­te del­la Fn­si, il sin­da­ca­to dei gior­na­li­sti. Il ti­to­lo di

Li­be­ro per lo­ro è «inac­cet­ta­bi­le», ma al­tret­tan­to lo è «l’esul­tan­za del vi­ce­pre­mier per il ta­glio del fon­do per l’edi­to­ria. Un espo­nen­te di go­ver­no che esul­ta per il ta­glio dei fon­di ren­de an­cor più pa­le­se la sua idea di de­mo­cra­zia». An­che a chi non pia­ce la pri­ma pa­gi­na del no­stro quo­ti­dia­no, co­me Ste­fa­no Fas­si­na, de­pu­ta­to di LeU, se la pren­de con il vi­ce­pre­mier: «I ti­to­li ver­go­gno­si, per al­cu­ni, ma con­di­vi­si da al­tri, fan­no par­te del plu­ra­li­smo dell’in­for­ma­zio­ne. La ri­tor­sio­ne di chi è al go­ver­no è inac­cet­ta­bi­le».

«BA­STA MI­NAC­CE»

Di Ma­io met­te d’ac­cor­do an­che Pd e For­za Ita­lia. Ec­co Ales­sia Rot­ta, vi­ce­ca­po­grup­po dem al­la Ca­me­ra: «M5S non per­de mai oc­ca­sio­ne per mi­nac­cia­re, epu­ra­re e met­te­re un ba­va­glio all’in­for­ma­zio­ne. Il ta­glio del fi­nan­zia­men­to pub­bli­co vie­ne usa­to dal­la mag­gio­ran­za co­me una man­na­ia per to­glie­re os­si­ge­no ai gior­na­li e por­tar­li al­la chiu­su­ra. Di Ma­io la smet­ta di usa­re il pro­prio po­te­re per mi­nac­cia­re».

Ed ec­co Eli­sa­bet­ta Gar­di­ni, ca­po­grup­po di FI a Stra­sbur­go: «Che Di Ma­io uti­liz­zi il ti­to­lo di Li­be­ro per giu­sti­fi­ca­re il ta­glio dei fi­nan­zia­men­ti all’edi­to­ria e in­vo­can­do la fi­ne di quel­li per Li­be­ro è un’ope­ra­zio­ne di bas­so pro­fi­lo che mo­stra la de­bo­lez­za strut­tu­ra­le dei 5Stel­le». Poi c’è Fran­ce­sco Sto­ra­ce, che su Twit­ter, sot­to l’ha­sh­tag #terroni, scri­ve: «Cer­to, ti­to­lo brut­to. Ma quanta ipo­cri­sia ne­gli at­tac­chi a #Li­be­ro... Co­me se i gior­na­li do­ves­se­ro scri­ve­re so­lo quel­lo che pia­ce ai go­ver­nan­ti a 5Stel­le. Zac, “non vi dia­mo più sol­di”, man­co nel­la Pri­mis­si­ma Re­pub­bli­ca si sen­ti­va». E co­mun­que, chio­sa Let­te­ra43, il quo­ti­dia­no on li­ne di­ret­to di Pao­lo Ma­dron, è «dif­fi­ci­le da­re tor­to al ti­to­lo di #Li­be­ro sui #terroni. Pec­ca­to che poi i po­li­ti­ci del Sud ri­muo­va­no dal­la lo­ro azio­ne di go­ver­no il Mez­zo­gior­no. Usan­do­lo so­lo co­me ser­ba­to­io di vo­ti. La se­ces­sio­ne è nei fat­ti».

So­pra la pri­ma pa­gi­na di «Li­be­ro» di ie­ri che ha sca­te­na­to rea­zio­ni di fuo­co. A de­stra, un ma­ni­fe­sto dif­fu­so dai gril­li­ni in in­ter­net e so­pra, Lui­gi Di Ma­io e Vi­to Cri­mi, sottosegretario al­la pre­si­den­za con de­le­ga all’edi­to­ria(LaPresse)

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