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I fattacci di Roma: tredici omicidi ancora da risolvere

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■ È il pomeriggio del 12 febbraio 1995, piove. Stazione Ostiense, binario 10. Duilio Saggia Civitelli, 52 anni, viene trovato morto sulla banchina. Freddato da un colpo alla nuca. Nessuno ha visto il killer, apparso come un’ombra alle spalle della vittima. A 25 anni esatti di distanza è un giallo ancora senza un colpevole. L’omicidio Saggia Civitelli è uno dei 13 casi irrisolti della Roma di sangue e misteri che Fabrizio Peronaci, giornalist­a d’inchiesta, racconta nel suo ultimo libro Morte di un detective a Ostiense e altri delitti” ( Typimedia). Un crimine metropolit­ano ricco di suspence, da tempo archiviato. Ma c’è chi si batte ancora per la verità. È il figlio di Duilio, Massimo, pure lui detective, da un quarto di secolo alle prese con un’indagine che mai avrebbe voluto svolgere: scoprire chi ha fatto fuori suo padre.

Qual è la nuova pista individuat­a? Quali gli indizi emersi? Sarà presentata istanza di riapertura dell’inchiesta? L’inedita ricostruzi­one di quanto accadde al binario 10 sarà raccontata oggi, dalle ore 18, in occasione della presentazi­one del volume alla Libreria La Feltrinell­i di viale

Marconi 188, Roma. « Morte di un detective a Ostiense e altri delitti » è il primo volume della collana «Fattacci di Roma», dedicato al decennio 1990-2000. Alcuni dei 13 cold case raccontati sono noti al grande pubblico, altri meno. Peronaci, grazie alla lunga esperienza di cronista e di autore di libri-verità, ricostruis­ce la sequenza di fatti, piste, indizi, alibi ed errori investigat­ivi con una narrazione avvolgente. Grazie alla rilettura degli atti, a contributi inediti e a nuovi elementi di prova, almeno la metà dei delitti potrebbe essere oggetto di una riapertura delle indagini.

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