Libero

Flavia Vento si converte: amo la fede non il sesso

La soubrette: «No a marito e figli». E sul #MeToo: «Se vai in hotel col produttore, te la cerchi»

- FRANCESCA D’ANGELO

■ «Ho sbagliato: dovevo rifiutare di esordire in tv con Libero. Quel programma mi ha dato il ruolo della scema che non mi appartiene per niente».

Flavia Vento non ci sta. Non vuole passare per la soubrette svenevole: non le stava bene all’epoca («ma quando sei giovane fai scelte sbagliate») e non le sta bene men che meno adesso che la sua vita è cambiata profondame­nte. Da quando infatti ha incontrato la fede, le sue priorità sono cambiate radicalmen­te: prega, conduce una vita casta e sobria, va a messa, si batte per gli animali e l’ambiente. «Oggi sono una donna molto forte e indipenden­te», ribadisce.

Si sente ancora l’etichetta della scema appiccicat­a addosso?

«Ora non più, per fortuna, ma per molto tempo non è stato così… Avrei dovuto condurre Libero insieme a Teo Mammucari, non stare sotto un tavolo!».

Oggi le femministe insorgereb­bero in massa nel vedere una donna in tv chiusa dentro un tavolo. Si riconosce nelle battaglie portate avanti dal movimento?

«Per certi versi mi sento una femminista perché mi mantengo da sola e sono autonoma. Quanto però al #Metoo, non c’è nessuna battaglia da fare: in quelle situazioni ci si sono ritrovate loro. Voglio dire, non vai in una camera di albergo con uno sconosciut­o. Gli uomini ci provano sempre ma se finisci a letto con il produttore per fare un film… A me sul lavoro non è mai successo nulla di tutto questo, e non ho mai chiesto niente a nessuno: nemmeno una telefonata».

Da diversi anni si è avvicinata alla fede.

Che ruolo ha oggi la spirituali­tà nella sua vita?

«Avere fede vuol dire fare la carità e amare il prossimo. Quest’estate per esempio ho deciso di non andare in vacanza ad agosto per trovare una casa ai due cuccioli che ho salvato dai canili - lager, e per stare vicino ai miei sette cani: non li lascio da soli, con questo caldo! Viviamo in una società che è troppo votata al consumismo e all’effimero, mentre bisognereb­be fare come San Francesco. Non voglio paragonarm­i a una santa ma quando raggiungi una grande spirituali­tà non vai più nei locali in discoteca a perdere tempo: non sarebbe un buon esempio di vita per i più giovani».

Perché ha scelto di fare la carità proprio nei confronti dei cani?

«Voglio aiutare i più deboli. Avrei adottato un bambino se fossi sposata. Così non è, quindi mi dedico ai cani».

Si sente mai sola?

«Non sento il bisogno di fare un figlio in questo mondo afflitto dallo smog: l’inquinamen­to intossica i bambini, per non parlare del dramma di crescere i figli nel lockdown, privandoli degli spazi liberi. Inoltre mi sento realizzata così: single. Attorno a me vedo tanti matrimoni finti, tante coppie che stanno insieme solo per i figli. Sono più soli loro che non io. E poi con me ci sono Gesù, la Madonna, i miei cani».

Perché ha deciso di osservare l’astinenza sessuale?

«Sono casta da tanti anni e penso di rimanerci ancora a lungo. Alla Zanzara dissi: “Meglio un ulivo del sesso” e lo confermo. Quando incontri la fede ti rendi conto che il mondo è malato e molta gente vive nel male: il male si accomuna al potere, ai soldi, al sesso, al lusso. Purtroppo viviamo in un periodo storico molto triste, non caso nella Bibbia c’era scritto che ci sarebbe stata la epidemia. Si sono persi molti valori, il mondo sta crollando e il sesso, se occasional­e e fino a se stesso, può essere demoniaco».

Pensa che l’epidemia sia un preludio dell’Apocalisse?

«Beh, i segni di un ritorno di Gesù sulla Terra ci sono tutti. Spero che accada prima possibile perché il Signore annienterà il male».

Tornando a temi più prosaici, Patrizia De Blanck ha dichiarato che sarete insieme al Gf Vip. Cosa c’entra lo show con il suo nuovo percorso di vita?

«In realtà non c’è ancora nulla di preciso. Il Gf Vip sarebbe però una esperienza di vita che mi piacerebbe fare».

Il suo prossimo progetto certo?

«Voglio aprire un rifugio per cani. E lanciare un appello al governo: qualora ci sia un nuovo lockdown non chiudete di nuovo i parchi perché i cani, soprattutt­o quelli di taglia grande, hanno bisogno di correre. Bloccare l’ingresso ai giardini è stato un abuso di potere».

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Flavia Vento, romana, 43 anni, ha esordito con Teo Mammucari

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