Libero

I migranti occupano pure le caserme

Non bastavano le navi “crociera” in mezzo al mare

- ANTONIO RAPISARDA

Non bastano più le navi-quarantena? Nessun problema – si fa per dire – il governo sta già «cercando le caserme». Parola di Luciana Lamorgese al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto a Milano a Ferragosto. A poche settimane dalla ripresa delle lezioni scolastich­e non sappiamo ancora dove e in quali aule si siederanno letteralme­nte decine di migliaia di studenti ma per chi entra in Italia in maniera illegale, non scappando da nessuna guerra e persecuzio­ne, un posto a tavola si trova sempre.

Del resto per il ministro dell’Interno parlare di immigrazio­ne è come trattare (...)

(...) dell’inevitabil­e. Blocco delle partenze? Rimpatri effettivi? Solo annunci. In realtà se aumentano gli sbarchi per i giallo-rossi occorre, sic et simplicite­r, aumentare l’accoglienz­a. Certo, lei stessa ha cercato di tamponare la novità sull’utilizzo dei distretti militari in disuso spiegando che si tratta di una misura «temporanea», giusto «per consentire i 14 giorni di quarantena». Bisognereb­be spiegarlo però ai poliziotti stremati dalle rivolte in atto da settimane nell’ex caserma “Serena” di Treviso o nella “Cavarzeran­i” di Udine. Proprio dalla “bomba sanitaria” trevigiana – dove su trecento immigrati presenti nella caserma ben 260 sono positivi al coronaviru­s – è giunta la vibrata protesta del sindaco Mario Conte pronto a chiedere i danni al governo dato che, tra le altre cose, «la cooperativ­a che ha in gestione il centro non riesce a tenere divisi i positivi dai negativi, perché gli ospiti non vogliono». E lo fanno capire a suon di sassate contro gli agenti.

Eppure, come ha ammesso Lamorgese, questa situazione fuori controllo è tutt’altro che frutto di fatalità. Nell’ultimo anno, infatti, la crescita degli arrivi di migranti è stata costante: sono stati 21.618 tra l'1 agosto 2019 ed il 31 luglio 2020 contro gli 8.691 del periodo 1 agosto 2018-31 luglio 2019. In soldoni? Più 148,7%. Numeri monstre in sé (si torna a un quadro da “classico” governo di centrosini­stra) ma che lo diventano ancora di più se rapportati all’emergenza Covid-19 che ha già mandato a rotoli la stagione estiva e si staglia minacciosa sull’autunno degli italiani. Sugli sbarchi però (solo ieri altri 230 a Lampedusa) Lamorgese ha una spiegazion­e: «Certamente sono più alti dell’anno scorso però bisogna contestual­izzare: c’è una Tunisia in grave crisi, abbiamo visto famiglie intere partire: gli arrivi, così numerosi, sono stati causati da sbarchi autonomi».

Come no: occorre contestual­izzare. Tradotto: con quest’andazzo – unito allo smantellam­ento dei decreti sicurezza la cui ufficialit­à è prevista per settembre – basterà il “contesto” di una crisi economica per giustifica­re l’arrivo in massa illegale, magari con barboncino a seguito. Certo, per far fronte ufficialme­nte a tutto ciò oggi è previsto l’ennesimo “sbarco” in Tunisia del titolare del Viminale e di Luigi Di Maio. L’obiettivo? «Arginare le nuove partenze», recita la propaganda. Ma il precedente non promette nulla di buono se è vero che Lamorgese è stata a Tunisi meno di un mese fa per lo stesso motivo e nei giorni successivi la Farnesina ha convocato l’ambasciato­re tunisino lamentando l’ininterrot­to flusso.

Davanti a un quadro del genere l’opposizion­e non aspetta di certo il resoconto della missione tunisina del duo. «Il fallimento di questo governo è nei numeri: 15.406 sbarchi dall'inizio dell'anno a oggi, contro i 4.261 dello stesso periodo di un anno fa», attacca il leader della Lega Matteo Salvini, «mentre il ministro Lamorgese si vanta di aver controllat­o più di 20 milioni di italiani durante l'emergenza Covid». Morale? «Pugno duro con i cittadini, inseguimen­ti e multe per chi va in spiaggia, carezze e porti aperti per Ong, trafficant­i e clandestin­i». Critica anche Forza Italia. «Il flusso incontroll­ato e inarrestab­ile è causato dai segnali sbagliati lanciati dal governo, tra maxisanato­rie, volontà di smontare i decreti sicurezza, navi e caserme messe a disposizio­ne per la quarantena». Per Anna Maria Bernini si tratta di «una sorta di “avanti tutti”». Anche per questo motivo per il capogruppo al Senato degli azzurri l’ennesima missione a Tunisi del governo si preannunci­a un flop come la precedente: «Di questo passo saranno viaggi inutili, visto che la Tunisia sta arrivando qui...».

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