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DAMA-MANIACI

Problemi respirator­i: la piccola è ricoverata a Padova. Il governo chiude balere e discoteche, obbligo di mascherina all’aperto nei luoghi affollati di sera. Caos tamponi per chi rientra in Italia

- SALVATORE DAMA

■ Salgono i contagi e in più da Padova arriva la notizia di una bambina di 5 anni positiva al Covid ricoverata in terapia intensiva. Allora il governo trova un bersaglio: discoteche e balere. Sono luoghi pericolosi di assembrame­nto, spiegano i ministri del governo Conte, in un confronto in videoconfe­renza con i presidenti delle Regioni, vanno chiuse. La decisione era già prevista dal Dpcm di agosto, ma era inserita una deroga per permettere ai governator­i di decidere caso per caso. Una deroga che ora salta. Il settore riceverà un aiuto economico, assicura il ministro Stefano Patuanelli.

L’altra novità riguarda l’obbligo delle mascherine, anche all’aperto, nella fascia oraria tra le 18 di sera e le sei del mattino. Anche qui le misure dell’esecutivo lasciano interdetti: perché il virus dovrebbe essere inoffensiv­o fino alle 17.59? Boh. Non si capisce.

«Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria», assicura il ministro Francesco Boccia, «questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi. Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppong­ono contatti fisici e assembrame­nti incontroll­abili. Utilizziam­o il passaggio parlamenta­re del Dl agosto per ristorare le attività che subiranno perdite». Stesso discorso fatto dal ministro Patuanelli: «Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternativ­e, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo». «Faremo il possibile», aggiunge, «per dare un sostegno economico alle attività che avranno delle perdite». Quindi parla il ministro Speranza per spiegare l’obbligo delle mascherine a fasce orarie alterne: «Dalle 18 alle 6 del mattino mascherine nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui è più facile che si creino assembrame­nti». E spiega: «Diamo un segnale al Paese che bisogna tenere alta l’attenzione».

AIUTI ECONOMICI

Gli operatori del settore restano basiti. Parlano di vecchie cacce alle streghe che riaffioran­o ogni volta che c’è da trovare un capro espiatorio. «Il 72% delle discoteche italiane sono già chiuse dal 23 febbraio scorso e probabilme­nte non riaprirann­o mai più. Stanno per fallire. Sono sette mesi che non lavorano e 50mila persone sono a spasso, senza cassa integrazio­ne». Il presidente nazionale del Silb, l’Associazio­ne Italiana Imprese di Intratteni­mento da Ballo e di Spettacolo, Maurizio Pasca, lo spiega in un’intervista all'Adnkronos. «Le uniche discoteche aperte oggi sono quelle all’aperto, solo il 20%, perché l'altro 10% ha deciso di non riaprire. Noi siamo impegnati ogni giorno per far rispettare l’ordinanza sul distanziam­ento e l'uso delle mascherine», aggiunge Pasca, «ma se dobbiamo chiudere noi, allora dovrebbero chiudere anche gli stabilimen­ti balneari, dove spesso si vede più assembrame­nto che nei nostri locali. Stesso discorso vale per alcuni bar o ristoranti».

Pasca, la cui associazio­ne ha annunciato un ricorso urgente al Tar contro l’ordinanza di Speranza, si domanda come possa essere possibile che paghino solo i locali da ballo: «Negli anni ci hanno accusato di essere responsabi­li delle stragi del sabato sera, poi di dare da bere ai minorenni, ora ci accusano di essere veicolo di trasmissio­ne del virus. C’è una campagna stampa contro di noi ogni giorno«. Ma «le nostre aziende danno lavoro a 50mila persone con un fatturato annuo di 4 miliardi e paghiamo tasse per 800 milioni l'anno e

abbiamo l’Iva al 22% e una pressione fiscale del 48%. Lo Stato vuole che chiudiamo? Allora ci dia soldi a fondo perduto per affrontare il futuro». Senza contare, conclude, che «2 milioni di ragazzi senza un posto dove andare finiranno per organizzar­si da soli, magari rivedremo i rave party oppure li vedremo allo sbando in giro per le località balneari».

Vacanzieri tornati in Italia, all’aeroporto di Fiumicino (Roma), in attesa di effetture un test rapido anti-Corona

Ciro “Black Legend” Sasso, dj internazio­nale autore di hits che hanno fatto il giro del mondo, la butta sul sarcasmo: «Questo è il virus più strano ed evoluto della storia. La sera va a farsi l’aperitivo, poi va in discoteca fino all’alba ma poi stanco va a dormire fine alla sera del giorno dopo».

AEROPORTI NEL CAOS

Il problema però è reale e riguarda gli operatori del mondo della notte, lasciati a casa senza reti di protezione. La discoteca Tinì SoundGarde­n di Cecina (Livorno) ha deciso di chiudere senza aspettare il decreto governativ­o. Lo annuncia la titolare del locale Cinzia Guidi spiegando, in una nota, che «le linee guida per le riaperture delle discoteche si sono rivelate complicati­ssime da applicare».

Non è l’unico fronte di scontenti al quale il governo deve badare. C’è il tema dei tamponi per chi rientra dalle ferie, misura annunciata ma non messa in pratica in tutti gli aeroporti per mancanza di materiale. Nessun controllo, per esempio, a Milano, Bergamo e Napoli. Mentre a Roma si sono allestite le prime postazioni. Anche per impedire disagi come le ore di coda, sotto il sole, di centinaia di auto di turisti rientrati nella capitale in attesa di essere ammessi all’ospedale San Giovanni Addolorata per il sospirato tampone.

Intanto a Padova si registra il caso di una bambina di 5 anni positiva al Covid intubata in gravissime condizioni nella terapia intensiva dell’ospedale universita­rio. Secondo quanto riportava ieri il sito del Corriere della Sera la piccola non soffriva di malattie pregresse.

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