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Ecco chi era davvero Robert, il fratello minore di Trump

Dopo l’elezione rivelò: «L’emozione maggiore la proverò quando Donald giurerà sulla Bibbia di nostra madre». Era addolorato per il libro velenoso di sua figlia

- PAOLA TOMMASI

■ Vi racconto com’era davvero Robert Trump, fratello più piccolo di Donald, morto ieri con grande rammarico del Presidente Usa. Alto uguale ma largo la metà, stessi colori, mani identiche, piccole entrambi, una sorta di marchio di fabbrica. Ero con lui la sera del 20 gennaio 2017, quella dell’insediamen­to alla Casa Bianca: «Chissà quanti baci gli darebbe mamma, se vedesse cosa ha combinato. Dove è arrivato!», mi disse al gran Ballo dei militari, il più esclusivo di Washington, cui insieme ai più alti rappresent­anti delle Forze armate americane erano stati invitati i principali collaborat­ori della campagna elettorale.

LA RIVELAZION­E

«È tutto il giorno che mi sento così. Quando ha vinto le elezioni, l’8 novembre, forse non ne avevo colto il significat­o. Ma oggi, oggi sì. Ed è una cosa enorme».

Proprio la sera dell’8 novembre, all’hotel Hilton di New York dove abbiamo aspettato i risultati delle urne, subito dopo aver saputo della vittoria mi confessò, in gran segreto: «L’emozione più grande sarà quando giurerà come quarantaci­nquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America sulla Bibbia della mamma. Lo ha già deciso. Ne abbiamo una copia uguale tutti noi fratelli, con i nostri nomi impressi, ce l’ha regalata a nove anni quando abbiamo finito la scuola elementare. A tutti nel giorno dei bambini, che si tiene a giugno. È un ricordo che ci unisce molto. Ce l’aveva anche Fred Jr., poverino».

Fred Jr. era l’altro fratello di Trump, scomparso a soli 43 anni nel 1981. La sua morte prematura, probabilme­nte legata a una vita sregolata e di eccessi, ha segnato la famiglia. «Lo sai, vero, che se Donald non beve e non fuma è proprio per reazione a quello che è successo a Fred?», ci tenne a puntualizz­are.

E tra Washington e Millbrook, dove viveva Robert, c’è chi mormora che l’aggravarsi della malattia che gli è costata la vita sia legato al libro che proprio la figlia di Fred Jr. ha scritto contro lo zio Presidente. Robert si era fatto carico in prima persona, non più di due mesi fa, di bloccarne l’uscita ricorrendo in Tribunale, senza riuscirci. E ne ha sofferto quasi più di Donald, il vero obiettivo della nipote Mary. Per i Trump, tranne evidenteme­nte appunto Mary, la famiglia è sacra. «C’è un’altra cosa che devi dire a chi ti chiede di Donald, che valga come insegnamen­to», mi disse ancora, sapendo che ne avrei scritto su un giornale italiano, Il Tempo. «Mai dimenticar­si della famiglia. Dei valori che ti ha trasmesso. Siamo quello che la convivenza con i nostri parenti da piccoli ci ha insegnato. Quello che ci dicevano mamma e papà e magari noi sbuffavamo. Devi sempre ringraziar­li. E così anche con la famiglia che metti in piedi tu. Deve sempre essere al centro di tutto».

LE DUE SORELLE

Proprio in quel momento, accanto a Donald e Melania, sul palco hanno cominciato a ballare anche i figli di Trump, con i rispettivi mariti/fidanzati e mogli. E la nostra conversazi­one finì così: «Guarda che belli tutti insieme, sono una famiglia perfetta. È molto importante per Donald, gli dà la carica. E ci tiene molto che vadano tutti d’accordo: lo considera il suo successo più grande. Tutto il resto viene dopo, anche per lui che ormai è il Presidente degli Stati Uniti». Ora che Robert non c’è più, a Trump restano le due sorelle maggiori: Maryanne ed Elizabeth.

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(Getty) Robert Trump, morto a 72 anni, abbraccia Donald

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