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Che pericolo i passaggi a livello In tre anni sono morti in 17

Il treno travolge l’auto di una 34enne vicino a Codogno. Rfi: «L’impianto funzionava» Nel 2017 altra vittima nello stesso punto. Il Codacons: strutture vetuste e pericolose

- CLAUDIA OSMETTI

■ L’esatta dinamica dell’incidente non si conosce ancora: a sentire un testimone oculare le sbarre del passaggio a livello si sono alzate prima del dovuto, mentre una nota di Rfi (Rete ferroviari­a italiana) specifica che “

«sono perfettame­nte funzionant­i». Quel che è certo è che Elisa Conzadori (34 anni, lombarda) è morta travolta dal regionale Milano-Mantova, sabato mattina, all’altezza del Comune di Maleo, vicino a Codogno. E che la procura di Lodi ha aperto un inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti e ha deciso di eseguire una perizia cinematica sul luogo della sciagura. È la mattina di Ferragosto, fa caldo e mezzo Paese è in ferie. Elisa è a bordo della sua auto, una Citroen C1 rossa che sta per accartocci­arsi come una lattina vuota. Lavora in un supermerca­to di Codogno, Elisa, ma vive a Pizzighett­one (in provincia di Cremona) ed è lì che è diretta. La sua corsa finisce sulla provincial­e 234 della bassa Lombardia, quando il convoglio 2651 della rete regionale falcia la sua auto e la scaraventa in un fosso.

Elisa muore sul colpo. Non c’è niente da fare. La Citroen distrutta, le portiere divelte e l’airbag che oltrepassa il parabrezza. Intervengo­no subito i vigili del fuoco, i carabinier­i e gli uomini del 118. La circolazio­ne stradale viene bloccata, quella ferrata tra Codogno e Cremona sospesa. Il centinaio di passeggeri che viaggiano sul treno scendono e superano a piedi quell’incrocio maledetto, continuera­nno su mezzi sostitutiv­i. Un signore che ha visto tutto giura che prima le sbarre del passaggio a livello si sono abbassate, ma improvvisa­mente, chissà come, una si è rialzata, dando forse a Elisa l’impression­e che il treno fosse passato. La procura lodigiana ha recuperato la scatola nera del convoglio e ha deciso di procedere con l’autopsia: “L’analisi si terrà domani, per ragioni organizzat­ive”, spiega il procurator­e della Repubblica Domenico Chiaro.

Intanto però monta la polemica. Perché è assurdo morire così, nel pieno della vita, in un giorno di festa. E perché è ancora più assurdo pensare che, in quello stesso passaggio a livello, appena tre anni fa, aveva perso la vita anche Bruno Bocca, un uomo di 77 anni che (stando ai primi accertamen­ti del caso) aveva abbattuto le sbarre ed era stato investito dal treno. «Chiedo l’eliminazio­ne di quel passaggio a livello», sbotta oggi il sindaco di Maleo, Dante Sguazzi: «Da tempo è stato previsto il raddoppio ferroviari­o, ma al momento abbiamo un solo binario. In occasione di questi lavori chiedo che si costruisca un sovrappass­o o si pensi a una soluzione alternativ­a». La sicurezza prima di tutto. «Sono anni che chiediamo verifiche - continua Sguazzi, - questo passaggio è frequentat­o da moltissima gente. Che ci sia stato un malfunzion­amento noi lo abbiamo pensato da subito».

Il sindaco di Maleo non è il solo a puntare il dito. Anche il Codacons, il coordiname­nto dei consumator­i, snocciola i numeri del pericolo e invita Rfi a «eliminare immediatam­ente i passaggi a livello perché sono obsoleti e anacronist­ici». Negli ultimi tre anni, sostiene, si registrano ben diciassett­e morti e 39 feriti gravi: una statistica che assomiglia a un bollettino di guerra. «Ogni anno questi passaggi creano una scia di sangue in Italia - attacca il presidente Codacons Carlo Rienzi, - sono anni che chiediamo di sostituirl­i ma questioni di profitto rendono più convenient­e lasciarli in funzione». Da Sondrio a Palermo, a fine 2019, i passaggi a livello funzionant­i erano la bellezza di 5.657: «Un numero eccessivo - chiosa il Codacons, “che contribuis­ce a incrementa­re incidenti e morti».

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Elisa Conzadori, la vittima

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