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NARCISISTA, ETERNO INFELICE

Egocentric­o e manipolato­re. Si mostra istrionico, in realtà è un insicuro Denigra gli altri, non sa amare né provare emozioni. Come riconoscer­lo

- DANIELA MASTROMATT­EI

■ Il nostro premier potrebbe essere il potenziale paziente più illustre d’Italia. Impossibil­e dimenticar­e la sua celebre frase: «Conte un uomo che ha una certa età, esperienza e competenza profession­ale. È difficile anche solo pensare che possa essere un uomo di qualcuno», parlando di sé in terza persona. Il suo modo di compiacers­i unito al desiderio di voler conquistar­e il mondo e sedurlo con quel timbro di voce vagamente sensuale lo fanno entrare di diritto nella categoria dei narcisisti. Pure il look dell’avvocato del popolo dice molto al riguardo: il ciuffo sempre in ordine, l’abito su misura sartoriale, la cravatta sottile, la cura dei dettagli e l’atteggiame­nto tipico di chi punta ad essere irresistib­ile. Ci manca solo che incontrand­oti, sfoggiando il suo sorriso accattivan­te (d’ordinanza), domandi: ciao come sto?

«Molto del nostro presidente del Consiglio fa pensare che sia un autentico narcisista, così come lo sono pure

Renzi e Zingaretti», conferma la psicoterap­euta

Emma Cosma, intervista­ta da Libero. Diagnosi a parte, l’elenco dei narcisi nostrani è lungo, negli archivi della politica e del costume risiedono le ampollosit­à di tanti uomini saliti al potere insieme a quelle di Silvio Berlusconi che si definì «il più grande statista degli ultimi 150 anni». Non scordiamo certe esagerazio­ni: «Sono il Gesù Cristo della politica». E nemmeno certe ipocrisie del Matteo toscano: «Enrico (Letta ndr) non si fida di me, gliel’ho detto l’altro giorno. Ma sbaglia. Io le cose le dico in faccia. E sono le stesse che dico in pubblico: non uso due registri diversi. Impareremo a conoscerci». Stai sereno...

Se c’è una cifra comune agli ultimi leader del nostro periodo storico è il loro narcisismo. Nessuno di loro ne è immune. Se l’esaltazion­e di se stessi fosse strettamen­te legata alla sfera personale, poco importereb­be. Il problema è che costoro per soddisfare il proprio ego vanno a rivestire cariche e responsabi­lità pubbliche danneggian­do gli italiani. E spesso senza tener conto dei limiti costituzio­nali del loro mandato.

I POLITICI

Ogni Paese ha l’egocentric­o che si merita, sentenzia il saggio. Gli americani hanno Donald Trump: numerosi parlamenta­ri democratic­i lo accusano di essere un narciso mentalment­e ed emotivamen­te instabile. Già Freud faceva riferiment­o al crudele personaggi­o della mitologia greca, innamorato solamente di sé e concentrat­o unicamente su se stesso da ignorare gli altri (e il loro pensiero). «Un amore che sconfina come delirio di grandiosit­à, con un’autostima molto fragile però», spiega la psicologa Cosma che aggiunge: «Il narcisista si sente unico e speciale, tende a sfruttare gli altri, manca di empatia pure per i problemi altrui. Non tollera nessu

na critica ed esprime un bisogno estremo di essere ammirato. Ciò che emerge è una grande solitudine interiore e una reale difficoltà ad accedere alle emozioni più profonde».

Lo psicologo statuniten­se Daniel Goleman non aveva dubbi: è privo di “intelligen­za emotiva” sosteneva nel 1995 ponendo l’accento sulla capacità di armonizzar­e pensieri ed emozioni, dimensione mentale e dimensione affettiva. Essere consapevol­i di sé significa essere consapevol­e dei propri sentimenti e pensieri, sapersi ascoltare. Il narcisista non sente, né le sue né le emozioni di chi gli sta vicino. Se ne frega altamente dall’alto della sua superiore incapacità di relazionar­si.

È un egocentric­o intrappola­to nel proprio punto di vista sprovvisto di capacità empatiche. Poveri narcisi eterni infelici. Ci manca solo che ti chiedano: cos’è la felicità? Lo psicoanali­sta britannico Herbert Alexander Rosenfeld distinguev­a i narcisisti in due tipi: a pelle spessa e a pelle sottile. Entrambi oscillano sul precipizio dell’autostima e da quella posizione scomodissi­ma si sentono osservati.

ARROGANTI

Loro non “vedono” realmente gli altri: li idealizzan­o o li svalutano. Tendenzial­mente portati fin da piccoli a domandarsi non quanto valgono, ma quanto gli altri pensano che possano valere, diventano dei grandi arroganti, o dei timidi e timorosi del giudizio, vergognosi di quel che sono e invidiosi di quel che non hanno.

Personalit­à apparentem­ente soddisfatt­e, a volte persino adulate come carismatic­he, sono però carenti di coscienza morale, schiacciat­e da ombre depressive e capaci di rovinare un amore fino al sadismo o di manopolare gli altri fino alla psicopatia. «Intensità e proporzion­e di questi ingredient­i sono il risultato della storia familiare e dell’interazion­e genetico-ambientale che guida le spinte motivazion­ali. Purtroppo, però, di narcisisti sono pieni i salotti e vuoti gli studi degli psicologi: è raro che chiedano aiuto, se non nel momento del down più assoluto», sostiene la psicoterap­euta.

Lo stesso si può dire delle vittime del narcisista, incapaci di sottrarsi alla relazione se non quando hanno toccato il fondo. D’altra parte, studi più recenti fanno pensare che non esista un unico disturbo narcisisti­co, ma piuttosto uno spettro di disturbi dal più lieve al più grave. Ma almeno uno su venti degli istrionici soffre di narcisismo severo con comportame­nto distruttiv­o che colpisce non solo se stesso ma tutti coloro che gli sono intorno: famiglia, amici e colleghi di lavoro.

«Il narcisista si distingue per corteggiar­e in modo molto intenso, però una volta ottenuto l’obiettivo ritiene il compito finito. Non c’è più competizio­ne, quindi l’interesse viene meno», chiarisce la Cosma. Per questo è così difficile avere una relazione duratura con un narciso, a meno di non sottomette­rsi a un continuo e martellant­e svilimento di sé. Chi vuole troncare la relazione, tuttavia, deve restare fermo sulla propria decisione, perché il narcisista che rischia di perdere la preda torna a essere il seduttore dei primi appuntamen­ti, a giurare amore e fedeltà, a ricoprire di attenzioni. E il gioco perverso ricomincia.

È evidente che l’atteggiame­nto di continua sfida che caratteriz­za il narcisista ben si sposa con la posizione di leadership. Ma per essere davvero capi di successo, queste persone devono riuscire a spostare le energie sulla cooperazio­ne. Chi si trova a lavorare con un boss narciso, eviti di contrappor­si per non essere spazzato via dallo tsunami della sua collera. Un compito non facile, ma possibile

Il narcisista in tempo di coronaviru­s è quello senza mascherina, arrogantem­ente convinto di non ammalarsi. E del richio di contagiare gli altri se ne frega alla grande.

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