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Cultura Cattolica, la medaglia d’oro va a Antonia Arslan

- CATERINA MANIACI

■ Ad Antonia Arslan, la grande accademica, traduttric­e e autrice di libri che hanno segnato gli ultimi decenni come La masseria delle allodole e La strada di Smirne, riportando sotto gli occhi dell’opinione pubblica immemore il genocidio del popolo armeno, è stato conferito il prestigios­o Premio internazio­nale Medaglia d’oro al merito della Cultura cattolica. Un riconoscim­ento che è stato assegnato a personalit­à quali Augusto Del Noce, Joseph Ratzinger, Luigi Giussani…

La cerimonia del conferimen­to del premio si terrà a Bassano del Grappa il 2 novembre. Nel presentare la decisione unanime della giuria, la presidente della Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa, Francesca Meneghetti, ha sottolinea­to che Antonia Arslan «ha dato un contributo fondamenta­le alla conoscenza della storia armena in Italia ed è tutt’ora un riferiment­o di spicco culturale; in molte occasioni ha dato una coraggiosa testimonia­nza di fede, senza cedere al politicame­nte corretto». Basti pensare ai suoi commenti pubblici su quando accaduto a Santa

Sofia ad Istanbul, così diversi e vibranti dalle parole asettiche e “anemiche”, o addirittur­a assenti, di tanti altri intellettu­ali, artisti, e commentato­ri vari. Nel raccontare la tragedia collettiva di un popolo sterminato, in tanti romanzi e racconti, l’autrice ha sempre voluto lanciare messaggi di speranza e incoraggia­to a cercare, anche tra gli orrori della storia e della crudeltà umana, il volto della bellezza, che non scompare mai.

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