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Valentino sfiora la morte e poi resiste fino al 5° posto

Dopo uno scontro tra Morbidelli e Zarco, una delle due moto è sfrecciata vicinissim­a alla visiera di Rossi. «Il francese va punito. È il più grosso rischio della mia carriera»

- ANDREA SARONNI

■ Mi è passata davanti la mia vita. Una frase che tutti abbiamo pronunciat­o dopo un pericolo grosso, quando per una frazione più o meno lunga si è temuto che davvero, e all’improvviso, tutto potesse finire lì. Ecco, Valentino Rossi non ha avuto nemmeno quel minimo tempo, la possibilit­à di un benché rapidissim­o rewind della sua storia, della sua esistenza. Forse qualcuno sta già calcolando, ha già calcolato, quanti centimetri, quanti centesimi di secondo, quanti battiti di ciglia hanno separato il Dottore dalla morte, da quella moto roteante e impazzita di Franco Morbidelli, lanciata in direzione folle e innaturale dal «mezzo assassino» - queste le sue parole - di Zarco. Hai voglia ad essere pilota, ad avere riflessi, equilibrio, manico e pure testa fuori dalla media, stavolta è stata solo una lotteria lampo del destino, e Valentino ha pescato il biglietto giusto.

IMMAGINI DA PAURA

Chi ha visto, da casa, ha emesso il sospirone di prammatica solo un bel po’ dopo quel fulmineo e terrifican­te rodeo di ruote e carene: il respiro è rimasto bloccato mentre con l’aiuto delle tecnologie e dei social si continuava a rivedere increduli - specie tramite le immagini della camera montata proprio sulla moto di Rossi - quell’ombra schizzata che poteva trasformar­e il 2020 in qualcosa di ancora peggiore. Piloti si nasce, e si muore, eventualme­nte. E questo lo sa benissimo per primo Vale, a proposito del quale si dibatte da tempo sulla sua incapacità di dire basta a dispetto dei 41 anni e rotti, del fatto che nell’Olimpo dello sport ci sia già da tempo e sia inamovibil­e. È andata bene, si pulisce la visiera e si riparte, come ha fatto pochi minuti dopo. Però sono anche uomini - figuriamoc­i uno in età matura -, e se la ferita si rimargina in tempo reale, qualche cicatrice nell’anima rimane: e questa, sicuro, rimarrà dentro l’Eterno di Tavullia, che nelle parole del dopo ha fatto capire che sa di avere aperto un altro credito con il fato. «Non ho mai avuto una paura così», ha ammesso: e stiamo parlando di oltre 25 anni in pista, e stiamo parlando di uno che è pilota dentro. «Riprendere è stata dura, ho corso il rischio più grosso della mia carriera, il santo dei motociclis­ti ha fatto un grande lavoro», ha chiosato cercando di regalare anche il sorriso tipico della casa.

IL SANTO DEI PILOTI

Rossi è troppo intelligen­te, e troppo umano per non pensare che il santo è lo stesso che si è distratto fatalmente per un attimo nel 2011 a Sepang, quando il suo giovane adepto Marco Simoncelli finì sotto la sua ruota incolpevol­e, ed è lo stesso che nel 2014, nel Gp di Aragon, fece sì che la sua Yamaha, da cui era stato disarciona­to dopo un lungo, lo scavalcass­e mentre lui era già ferito e dolorante a terra. Se la cavò con un trauma cranico, un pit stop all’ospedale, e via, perché pensarci è proibito, anzi, non sta proprio in natura, se passi 9 o 10 mesi all’anno a piegarti su una cosa a due ruote che va a 300 all’ora.

E sarà così anche stavolta, negli annali e nelle statistich­e rimarrà poi l’ennesimo gran premio corso da Rossi, e corso alla grande poi visto che è riuscito ad agganciare un quinto posto, che nella sua realtà attuale è un risultato da tenersi buono. Negli archivi del web e della tv, invece, rimarranno quei secondi raggelanti, il terrore e il miracolo, tutto insieme. E negli occhi e nella testa di Valentino quell’ombra scura passata davvero davanti ai suoi occhi. Era la morte, ed è stato tutto talmente veloce non c’è stato proprio il tempo di presentars­i. Grazie, santo dei piloti. Non l’avremmo sopportato.

 ??  ?? Momenti di grande paura durante il Gp di Austria: dopo uno scontro tra Morbidello e Zarco, la moto impazzita taglia la strada a Valentino Rossi che sta arrivando velocissim­o
Momenti di grande paura durante il Gp di Austria: dopo uno scontro tra Morbidello e Zarco, la moto impazzita taglia la strada a Valentino Rossi che sta arrivando velocissim­o
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