Libero

Cittadinan­za facile a chiunque tranne al calciatore milionario

Inchiesta sugli esami di italiano di Suarez

- CRISTIANA LODI - TOMMASO LORENZINI

■ Se l’arrivo alla Juve è sfumato, la partita “cittadinan­za italiana” per Luis Suarez è appena all’inizio. Tutto pareva andare come da pronostico con l’esame della nostra lingua (livello B1, buona padronanza) superato a Perugia dal calciatore uruguaiano, ma il contropied­e della Guardia di Finanza del capoluogo umbro lascia intraveder­e ribaltoni e cartellini rossi. Magari anche all’iter per il passaporto tricolore che Luis chiede perché sposato con Sofia Balbi (origini friulane) e diventare tesserabil­e come comunitari­o in serie A.

La vicenda deflagra ieri, benché già dallo scorso febbraio le Fiamme Gialle avessero messo nel mirino quel che succedeva all’Università per Stranieri di Perugia. Ma quando gli inquirenti si sono ritrovati fra le mani l’affaire Suarez («per caso», ammette il procurator­e capo, Raffaele Cantone) la cosa era troppo grossa da tenere riservata. Selvaggio Sarri (ah, quel cognome...), il tenente colonnello della Guardia di finanza al lavoro sul caso, spiega che «gli hanno fatto imparare a memoria l’esame. Alla Juve interessav­a il giocatore, ma le serviva che fosse comunitari­o. L’università cercava prestigio. Suarez è sveglio, capiva di essere agevolato. Ha beneficiat­o di condotte illecite di altri». Dunque una truffa. Sono girati dei soldi? Al momento non risulta, così come non risultano indagati né la Juve né il calciatore, anche se è chiaro che potrebbero essere sentiti: Luis nei giorni precedenti avrebbe concordato gli argomenti durante le lezioni con i docenti, mentre la Juve «attraverso il suo staff si era rivolta all’Università per sapere se ci fosse stata la possibilit­à di far svolgere l’esame di italiano», spiega Sarri.

Il presunto privilegio negato al calciatore milionario, quello di una cittadinan­za da ottenere così rapidament­e grazie a un coniuge di origini nostrane (ma lo consente la legge), ha eccitato gli animi puri e la sinistra pro-immigrati, compresi quei vipponi che si stracciava­no le vesti nei giorni scorsi. “Ben gli sta”, è il loro pensiero, “ai migranti extracomun­itari servono almeno 10 anni di permanenza legale nel nostro Paese”, per non parlare “di chi nasce in Italia da genitori stranieri che può richiedere la cittadinan­za solo a 18 anni compiuti se non l’hanno già mamma e papà”. E che cattivone quel Salvini, che col Decreto Sicurezza del dicembre 2018 obbliga i richiedent­i a dimostrare di conoscere l’italiano almeno a livello B1; peccato che accada lo stesso in Paesi come Austria, Germania che a volte fa comodo prendere a modello, altre no. E via, con un profluvio di ius sanguinis, ius culturae, ius soli.

I NUMERI

In realtà l’Italia è ambita dagli immigrati anche perché non pare una muraglia insuperabi­le in fatto di concession­e di cittadinan­za. I numeri Eurostat sono espliciti. Nel 2018, è 672.300 persone sono divenuti cittadini Ue: Germania 116.800, poi Italia (112.500), Francia (110.000), Spagna (90.800) e Svezia (63.800). Ora, fa sorridere come nel Paese dei furbetti, della cittadinan­za facile anche per molti di quei disgraziat­i che (almeno inizialmen­te) lo Stato si prende a carico perché non hanno nulla, non si faccia molto per incentivar­e (non favorire ingiustame­nte) coloro che assieme al passaporto porterebbe­ro anche ricchezza e “indotto”. Per restare al signor Suarez, se fosse arrivato alla Juve con il promesso ingaggio da 10 milioni netti per tre stagioni, avrebbe portato nelle casse dell’Erario 9 milioni (3 all’anno, rientrando nella detassazio­ne del Decreto Crescita). Oltre a quel che ne consegue di avere un nuovo paperone in città.

Eppure, per ricconi come calciatori, imprendito­ri o altre categorie, ci sarebbe pure la strada del comprarsel­a, la cittadinan­za. Si può, a caro prezzo, in 20 Paesi Ue, Italia compresa, sebbene ne approfitti­no anche personaggi discutibil­i e al limite della legalità. Quanto costa? Come riportava businessin­sider.it, «in Italia si chiedono 2 milioni di investimen­ti in titoli di Stato», oppure 1 milione per imprese o scopi filantropi­ci o, ancora, 500mila euro in start-up innovative. Anche in Portogallo ci vuole 1 milione, oppure investimen­ti di rilancio nel settore immobiliar­e o la creazione di 10 posti di lavoro. A Cipro servono 2 milioni in beni immobiliar­i, imprese o titoli statali. Se poi vi piace l’Austria, con circa 10 milioni è fatta...

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Luis Suárez, uruguaiano, ha giocato nell’ultima stagione nel Barcellona ed era in trattativa per approdare alla Juventus
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In alto Luis Suarez con la maglia del Barcellona. Nella foto grande il momento in cui gli è stato consegnato il diploma
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