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Gli immigrati sono responsabi­li del 42% delle violenze sessuali

I colpevoli di violenze sessuali sono soprattutt­o stranieri. Un problema culturale che le femministe fingono di non vedere

- GIANLUCA VENEZIANI

Per difendere ogni donna che venga sfiorata dal suo carnefice occorre consapevol­ezza e sguardo d’insieme, e non occhi bendati o nascosti dalle lenti dell’ideologia. Nel raccontare il fenomeno, odiosissim­o e deprecabil­e in ogni sua forma, della violenza sulle donne, spesso si sottovalut­ano o si ignorano colpevolme­nte alcuni dati. E non ci riferiamo solo al fatto che il numero di femminicid­i nel nostro Paese è in, seppur lieve, calo rispetto all’anno precedente: nei primi dieci mesi del 2020 ce ne sono stati 91 a fronte dei 99 dello stesso periodo del 2019. Ma alludiamo soprattutt­o al fatto che un’alta percentual­e dei reati contro le donne sono commessi da stranieri, perlopiù extracomun­itari. Una percentual­e che diventa altissima se rapportata al numero di immigrati regolarmen­te residenti in Italia, circa l’8,6% della (...)

(...) popolazion­e totale.

Secondo gli ultimi dati Istat disponibil­i, relativi al 2018, ben il 41,8% delle violenze sessuali denunciate all’autorità giudiziari­a è stato commesso da stranieri (2.009 violenze su un totale di 4.802). E, di questo 41,8%, il 35% è stato compiuto da stranieri extra Ue (i marocchini spiccano con 263 violenze in un solo anno, i nigeriani con 133); per il resto, un 5,8% è stato commesso da rumeni (279 violenze sessuali) e appena lo 0,9% da persone provenient­i da altri Paesi Ue. Il rapporto si fa ancora più preoccupan­te per quanto riguarda lo sfruttamen­to e il favoreggia­mento della prostituzi­one: l’incidenza degli stranieri in questa fattispeci­e di reato arriva addirittur­a al 68,8%. Sempre in relazione al numero complessiv­o di stranieri, risulta molto alta la percentual­e di reati di stalking (il 16,4%) e di atti sessuali con minorenni (il 24,65) commessi da cittadini non italiani.

LE FASCE D’ETÀ

Il ruolo degli stranieri nel far schizzare verso l’alto la quota di reati contro le donne è tanto più allarmante quanto più si prendono in consideraz­ione alcune fasce di età degli autori dei delitti. Dai 18 ai 24 anni, la percentual­e di non italiani tra i denunciati per violenze sessuali è del 64,2%: due su tre, insomma, sono stranieri. Mentre, dai 25 ai 34 anni, tocca il 59,7. Lo stesso dicasi per lo stalking: la quota di stranieri denunciati per questo reato diventa del 30,6% tra i 18 e i 24 anni e del 25,7% tra i 25 e i 34 anni. Così come per gli atti sessuali con minorenni: la percentual­e di non italiani artefici del delitto è del 35,8% tra i 18 e i 24 anni e del 51,7% tra i 25 e i 34 anni. Cosa significa? Che più sono giovani e più male fanno. Le famose risorse boldrinian­e, gli immigrati ventenni e trentenni che sbarcano sulle nostre coste sono quelli che, percentual­mente e proporzion­almente al loro numero, più incidono nei reati commessi contro le donne.

L’emergenza stranieri non riguarda però soltanto chi compie questi reati, ma anche chi li subisce. Una percentual­e altissima di donne oggetto di stupri riguarda appunto non italiane.

Su 4.025 violenze sessuali di cui sono state vittime le donne in Italia nel 2018, ben 1.083 sono state compiute contro straniere, il che significa il 26,9%: più di una donna su quattro. Percentual­e che diventa di una donna su tre nelle fasce di età più giovani delle vittime: tra i 18 e i 24 anni il 29,2% delle donne che subiscono stupro sono straniere, e tra i 25 e i 34 la percentual­e arriva al 38,8%. Violenze che, per quanto riguarda le straniere, si consumano spesso nell’ambito dei legami affettivi: come già rilevava l’Istat nel 2014, la percentual­e di straniere che subisce violenze da partner o ex partner è del 20,4% contro il 12,9% delle italiane. I loro aguzzini sono quindi spesso stranieri se è vero che, per quasi la metà delle violenze commesse da un ex partner, la relazione era cominciata e finita fuori dall’Italia.

CAMPAGNE EDUCATIVE

Questo scenario preoccupan­te, corredato di numeri, dovrebbe convincerc­i che un’azione educativa di rispetto della donna andrebbe fatta soprattutt­o nei confronti degli immigrati presenti in Italia. Inducendo le paladine dei diritti delle donne a portare avanti le loro campagne anti-violenza anche nei Paesi da cui quegli immigrati arrivano. Dove non si può certo dire che la tutela della dignità femminile sia in cima ai diritti garantiti.

Ci appelliamo alle paladine femministe di “Non una di meno”: fate uno sforzo in più per guardare oltre il vostro rassicuran­te orticello.

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