Libero

Boccia vuole stabilire pure quando nasce Gesù

- MAURIZIO ZOTTARELLI

Il governo sta decidendo come dovrà essere il nostro Natale. E, già che c’è, invia le sue direttive anche al Padreterno. Sul tavolo dell’esecutivo non ci sono, infatti, solo cenoni e vacanze sugli sci, Conte e i suoi si confrontan­o con le più alte sfere e così, nell’incontro con le Regioni il ministro Francesco Boccia, preoccupat­o di dover posticipar­e il coprifuoco per (...)

(...) le celebrazio­ni natalizie di mezzanotte, si è inoltrato in questioni teologiche. Ha spiegato che «non è eresia seguire la messa o far nascere Gesù due ore prima. Lo dico da cattolico. Eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici». Il Padreterno è avvertito, che non gli venga in mente di «fare il sepolcro imbiancato», come ha ammonito il devoto ministro degli Affari regionali.

Ora, che Gesù non sia nato allo scoccare della mezzanotte lo sospettava­mo anche prima che parlasse il profetico Boccia. Al quale confidiamo un altro segreto: forse il figlio di Dio non è neppure nato proprio il 25 dicembre. Anzi, a proposito di rivelazion­i, avvertiamo il ministro che alla messa di Natale si può andare anche alle 18 e, addirittur­a, il giorno dopo senza rischiare di incorrere in alcuna eresia. In ballo, quindi, non c’è una questione di fede, ma di semplice buonsenso. Se il problema sono gli assembrame­nti, non si capisce quale differenza faccia l’andare in chiesa alle 22 piuttosto che alle 24. Forse Gesù può nascere due ore prima perché, invece, il virus, come i vampiri, esce dal suo sarcofago a mezzanotte? Oppure Boccia ha paura di mollare troppo le redini agli indiscipli­nati italiani? Perché, si sa, se si concede ai ragazzini di uscire, altro che andare in chiesa come chierichet­ti, quelli si ritrovano a far bisboccia.

Qui l’unica eresia sembra quella di una banda Brancaleon­e che, a forza di dpcm ed editti imperiali, si deve essere convinta di essere in linea diretta con l’Altissimo. Sarà il caso che qualcuno spieghi a lor signori che gli italiani non necessitan­o di messaggeri divini, ma di umili amministra­tori che illustrino con chiarezza, e qualche anticipo, delle banali regole di buonsenso per ridurre i contagi. Non ci servono apparizion­i mariane, ci accontente­remmo di una Merkel che, come accade in Germania, dia indicazion­i chiare senza pretendere di decretare nascite divine. Del resto, Boccia e i suoi non sono riusciti a recapitare i banchi con le rotelle, non ci aspettiamo certo che governino le sfere celesti.

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