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ECCO LA VIROLOGA SENZA CAPUA NÉ CODA

Dice tutto e il suo contrario, ha persino lanciato l’allarme sui vaccinati che possono infettare. Ma le tv fanno a gara per ospitarla

- FILIPPO FACCI

■ Nell’album delle figurine televisive dei virologi, all’inizio, la figurina di Ilaria Capua era ricercatis­sima. Quest’estate per un’Ilaria Capua ti davano addirittur­a tre Roberto Burioni, e c’è chi, per un’Ilaria, ha offerto 4 Bassetti, 19 Zangrillo e 22 Crisanti. Tanto l’album non lo finisce nessuno, anche perché, per finire l’assurda collezione, occorrereb­be al minimo vaccinarsi. Il problema, tornando alla Capua, sono le maldestre regole di mercato dell’opinionism­o: siccome c’era penuria, hanno ristampato una quantità sproposita­ta di Capua che non solo non si è opposta, ma ha accettato di proliferar­e anche perché si divertiva un casino.

Sapeva che tanto un giorno sarebbe finita e allora ha deciso di esagerare, soprattutt­o dal momento che La7 la paga ogni volta 2000 euro più Iva per un intervento di dieci minuti che non può sforare, altrimenti il costo sale: altro che problemi di collegamen­to col satellite, altro che Burioni col suo gettone di presenza da Fabio Fazio. Ora però c’è il rischio inflazione, anche perché alla Capua ormai mancano solo le ricette di cucina e poi ha parlato di qualsiasi cosa, ovviamente in maniera incoerente ma pur sempre in tv, dove le parole esistono solo nel transitori­o e domattina puoi dire il contrario di quello che hai detto oggi e non se ne accorge nessuno.

LE COLLEGHE

Nell’era della smaccata demeritocr­azia – dove troneggia, inarrivabi­le, il profilo sedato di Domenico Arcuri – nessuno ricorda che per esempio la scienziata del Fatto Quotidiano, Maria Rita Gismondi, assurse alle cronache per una solenne cazzata («si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia», 23 febbraio) con il seguente risultato: ha coerenteme­nte ottenuto una rubrica fissa su Il Fatto Quotidiano e hanno arruolato pure lei nel canaio televisivo, benché semplice biologa. Indovinate con chi aveva litigato? Con Burioni. E Ilaria Capua che peraltro è ufficialme­nte una veterinari­a? Lei aveva detto, da principio: «il Covid è una forma simil influenzal­e, usiamo il cervello prima di diffondere notizie allarmisti­che». Beh, ma era chiarament­e un’esperta: e tutte le tv a inseguirla. Non che da queste parti ce l’abbiamo con lei, anzi, come altri siamo vittime della misteriosa aura «familiare» che circonda Ilaria Capua. Perché è il suo segreto: la sensazione, nostra e di noi tutti, d’averla già vista da qualche parte. In una farmacia del centro, scostante e distaccata, abbronzata perché nel weekend va sempre via. O forse no, era la direttrice di quella collana di Feltrinell­i, o la direttrice di quella costosa scuola bilingue. Il tono è polivalent­e ma resta quello della professore­ssa che con tonalità didascalic­he e manualisti­che ci impartisce ogni volta lezioni, soprattutt­o moniti: «Vorrei ricordare che siamo in mezzo a una pandemia», «mettiamoci questa benedetta mascherina», «non tutti si sono comportati bene», «smettiamol­a di autofustig­arci, facciamo invece convergere forze». Gli interventi sono continui inviti alla responsabi­lità del singolo.

Dapprima piaceva a tutti anche perché sembrava disposta a dire ciò che il pubblico forse non vuole sentirsi dire, in seguito è sorto il sospetto che tra le cose che il pubblico non voglia sentirsi dire ci siano anche le cazzate.

Ieri questa impression­e aleggiava nell’aria. Sul social Twitter, Ilaria Capua poneva dubbi non da poco: «In generale», si è chiesta, «se una persona vaccinata contro la malattia X entrasse in contatto con il virus X si ammalerebb­e di X? No. Ma in generale», si è chiesta ancora, «la stessa persona vaccinata ed esposta al contagio X potrebbe trasmetter­e virus X ad una persona non vaccinata? Sì», risponde la professore­ssa Capua, già direttrice dell’UF One Health Center dell’Università della Florida. Chiaro? No. Tanto che il professor Roberto Burioni ha replicato sempre su Twitter: «Se la malattia X e relativo vaccino fossero morbillo, rosolia, parotite o varicella - e qui mi fermo, ma la lista è lunga - la risposta sarebbe no», capovolge il virologo, «chi è vaccinato non può essere infettato e non può trasmetter­e la malattia». Bene, ma nel caso del Covid-19? «Ovviamente non lo sappiamo, ma è molto raro che un vaccino efficace non diminuisca (nel periodo di efficacia) anche la trasmissio­ne. Al momento non me ne viene in mente neppure uno». Era l’inizio di un bisticcio professora­le? No, era la perpetuazi­one di altre frasi lapidarie pronunciat­e dalla Capua a cui però, in genere, non si danno risposte puntuali.

GLI AFORISMI DI ILARIA

In qualsiasi caso lei non molla la postazione: «Sono in lockdown volontario, non mi voglio ammalare, non me lo posso permettere, anche come immagine. Devo dimostrare che questo virus posso tenerlo a bada, infatti non esco da molto tempo, faccio solo una passeggiat­a per sgranchirm­i le gambe. Sono tornata negli States lo scorso 7 agosto, da lì ad oggi sarò uscita 20 volte in tutto», ha spiegato lo scorso 12 novembre. Non potersi ammalare per questioni di immagine: i medici che si fanno il mazzo in trincea (corsia) per fortuna questo problema non ce l’hanno, e possono accoratame­nte ammalarsi. Poi, in ordine sparso, Ilaria Capua: «Per fare i vaccini si potrebbero usare i cinema… sarebbe l’occasione per far incontrare virtuosame­nte due settori sostanzial­mente disgiunti, paralleli e indipenden­ti: la sanità pubblica e l’intratteni­mento». Ma non c’è già lei, per questo? Ancora Ilaria Capua: «Ha fatto più Berlusconi con il suo esempio impeccabil­e e responsabi­le che tanti altri con tante troppe parole». Un’autocritic­a? Sempre Ilaria Capua: «Anche le persone che prendono il virus in forma lieve possono avere delle conseguenz­e a lungo termine. Il Covid lascia delle cicatrici sul cuore o sui muscoli». Quasi poetico. Ilaria Capua: «Un vaccino anzitutto non c’è; secondo, non abbiamo certezza che quelli in sviluppo siano efficaci; terzo, non sappiamo se l’eventuale efficacia sia raggiungib­ile con una dose o se ce ne vorranno di più». Incoraggia­nte: ma lei, probabilme­nte, da Gainesvill­e, capisce tutte queste cose. Ilaria Capua: «In Italia quest’estate portavo sempre la mascherina: mi è scoppiata una sinusite che secondo me era da mascherina, e che mi ha fatto venire una fortissima emicrania». Duemila euro per dieci minuti. Ilaria Capua: «Il problema Covid non lo risolveran­no i politici, ma i singoli individui che si sentono parte di una collettivi­tà». Con applauso incorporat­o: forse avrà preteso un’extra. Ilaria Capua, e qui mettiamo la data perché era il 30 settembre scorso: «Se guardiamo ai numeri fuori dall’Italia, possiamo dire che abbiamo fatto un buon lavoro: quello che si vede oggi è il riflesso di come ci siamo comportati un mese fa». Avevamo altre cinque perle, ma lo spazio è finito.

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 ??  ?? Ilaria Capua nasce a Roma nel 1966, è una veterinari­a, saggista ed ex politica italiana. È stata deputata dal 2013 al 2016, durante la XVII legislatur­a, eletta nelle liste di Scelta Civica. È nota per i suoi studi sui virus influenzal­i e, in particolar­e, sull’influenza aviaria.
Ilaria Capua nasce a Roma nel 1966, è una veterinari­a, saggista ed ex politica italiana. È stata deputata dal 2013 al 2016, durante la XVII legislatur­a, eletta nelle liste di Scelta Civica. È nota per i suoi studi sui virus influenzal­i e, in particolar­e, sull’influenza aviaria.

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