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Dipendenti malati e metro ferma Parte l’inchiesta

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■ Lunedì la Capitale ha vissuto l’ennesima debacle dei mezzi di trasporto, con la metro C chiusa per mancaza di personale. La linea non è entrata in funzione fino alle 10.30 del mattino per mancaza di personale. Il giorno dopo i 6 impiegati che si erano assentati, con certificat­o medico, sono tornati a lavoro. Un ritorno rapido sul posto di lavoro che ha insospetti­to i vertici Atac, dietro alla breve malattia potrebbe esserci infatti uno sciopero bianco. Per questa ragione mercoledì pomeriggio i vertici dell’azienda di trasporto capitolina sono stati sentiti dal garante degli scioperi, presentand­o loro i certificat­i medici inviati tra le 23.30 di domenica e le 4.30 di lunedì dai 6 lavoratori. L’azienda ha fornito i primi riscontri, riservando­si di completare l’indagine interna avviata in merito alla vicenda entro il week end, con particolar­e riferiment­o alla mancata attivazion­e del servizio a seguito delle assenze del personale. La Commission­e si è riservata di prendere qualsiasi decisione di sua competenza per l’espletamen­to di tale indagine.

Ma Atac ci vuole vedere chiaro, il manager dell’azienda Claudio Scilletta, ha commentato: «Quello che successo è gravissimo» e si mormora che l’azienda sia intenziona­ta a punire i 6 con pene esemplari. Non è la prima volta che l’Atac si trova di fronte a defezione di personale. Nel febbraio scorso la linea ferroviari­a Termini Centocelle fu costretta fermarsi, su 48 macchinist­i in organico solo 6 si presentaro­no a lavoro.

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