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Il bonus bici è arrivato, mancano le biciclette

Il governo ha stanziato 215 milioni, ma i fornitori non riescono a soddisfare gli ordini. Così nei negozi non ci sono due ruote

- ALESSANDRO GIORGIUTTI

■ Un po’ è l’effetto del bonus mobilità, ma soprattutt­o è una delle conseguenz­e del Covid-19. Tutti vogliono una bici, in particolar­e quelle più adatte e spostarsi in città evitando gli assembrame­nti negli autobus e nelle metropolit­ane. Così nel 2020 in Italia si supererà la soglia record dei due milioni di pezzi venduti, un incremento del 20 per cento rispetto all’anno prima.

Ma che il fenomeno non sia limitato al nostro Paese i consumator­i stessi lo intuiscono perché per avere il loro modello, o per trovare un pezzo di ricambio, sono spesso costretti a girare inutilment­e di negozio in negozio. Il problema è che i magazzini sono vuoti e i tempi di consegna di componenti come selle, pedali e deragliato­ri possono allungarsi fino a un anno. Con la pandemia, in tutto il mondo la domanda di biciclette è aumentata e, un po’ come è accaduto con le mascherine o il paracetamo­lo, l’offerta non riesce a soddisfarl­a e le catene di fornitura globali che partono dall’Asia e terminano nei 2.600 negozi italiani sono da mesi sotto stress.

MAGAZZINI VUOTI

«Il fatturato del comparto delle due ruote generato con la vendita di biciclette e accessori e dai servizi di riparazion­e passerà da 1,3 a 1,5 miliardi di euro», ha detto al Sole 24 Ore Piero Nigrelli, direttore del settore ciclo di Ancma (Associazio­ne nazionale ciclo, motociclo e accessori). I negozi specializz­ati, dove passerà circa il 70 per cento di questo fiume di denaro, e i loro oltre seimila addetti, devono però fare i conti con tempi di approvvigi­onamento lunghissim­i. «Anche i grandi marchi, che normalment­e in questo periodo avevano scorte nell’ordine di 20 mila bici, si ritrovano quando va bene con poche centinaia di pezzi in casa», ha spiegato Nigrelli.

Un problema che si trasforma in paradosso per le circa 250 piccole e medie aziende italiane del settore: da un lato, negli scorsi mesi il comparto (che dà lavoro a 12 mila addetti, tra diretti e indiretti, ed esporta all’estero il 60 per cento della propria produzione) ha registrato un aumento dei livelli di occupazion­e del 7 per cento; dall’altro lato, alcune aziende hanno messo i loro dipendenti in cassa integrazio­ne, per la mancanza di componenti con cui soddisfare l’enorme domanda. Secondo il Sole 24 Ore, alcuni prodotti della giapponese Shimano impieghera­nno fino a un anno per arrivare da noi.

Un’idea sui numeri di questa corsa alla bicicletta la aveva data lo scorso 3 novembre il “click day” organizzat­o dal ministero dell’Ambiente. Chi aveva acquistato una bici o un monopattin­o tra il 4 maggio e quella data poteva entrare in un sito internet, mettersi in coda e sperare di aggiudicar­si il bonus governativ­o, che copre il 60 per cento della spesa sostenuta, fino a un massimo di 500 euro. L’incentivo era destinato a chi risiede in un capoluogo di regione o provincia, in una città metropolit­ana o in un comune con più di 50 mila abitanti. Alla fine, tra problemi tecnici che hanno escluso molti fra i partecipan­ti e ore di attesa che hanno fatto desistere altri, in 301 mila hanno ottenuto il diritto ai bonifici, i primi dei quali, con qualche giorno di ritardo rispetto agli annunci, sono partiti lunedì.

ALTRI INCENTIVI

Chi è rimasto escluso però - questa la recente promessa del ministro dell’Ambiente Sergio Costa - ha ancora la possibilit­à di registrars­i (sempre a patto di aver acquistato una bici o un monopattin­o tra 4 maggio e 3 novembre) alla piattaform­a buonomobil­ita.it caricando i propri dati e la fattura. C’è tempo fino al 9 dicembre e il governo promette che tutti verranno rimborsati. Per riuscirci si sta pensando di rifinanzia­re il bonus mobilità, aggiungend­o ai 215 milioni di euro già stanziati altri 100 milioni da inserire nella prossima legge di bilancio, una cifra che il governo probabilme­nte coprirà con le risorse derivanti dalle cosiddette “aste verdi”, cioè i proventi dei “permessi di inquinare” acquistati dalle aziende.

È finita qui? Ancora no, perché chi abita in un comune ad alto tasso di inquinamen­to da Co2 e non si è ancora deciso ad acquistare una bicicletta, dal 1° gennaio 2021 e per tutto l’anno potrà incassare incentivi pari a 1.500 euro se rottamerà un automobile e a 500 euro se rottamerà un motociclo. Il problema sarà riuscire a spenderli.

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