Libero

Diego è morto abbandonat­o e senza soldi

Medici e legali accusano: «Folle dimetterlo dopo l’operazione». Giallo sul patrimonio: 100mila dollari?

- TOMMASO LORENZINI

■ Non era possibile che la morte di Maradona potesse avere una cornice di “normalità” e infatti, mentre dall’Argentina a Napoli si continua a piangere e inneggiare al mito del calcio affollando­si attorno agli stadi, novelli templi pagani della Mano de Dios, le polemiche e i veleni si fanno largo in mezzo ai ricordi e alle preghiere. Papa Bergoglio gli ha dedicato una storia su Instagram, il ct del Mondiale 1986 Carlos Bilardo, 82 anni, che considerav­a Diego il «figlio mai avuto», soffre di disturbi neurologic­i e non è stato ancora informato per timore di un crollo fatale.

A tener banco sono le dichiarazi­oni di Matias Morla, avvocato, agente e amico del Pibe: «Dei mascalzoni hanno fotografat­o Diego nella bara e diffuso l’immagine sui social. Sono stati licenziati (tre dipendenti dell’agenzia di pompe funebri, ndr) e pagheranno. Ora voglio capire cosa sia successo a Diego. L’ambulanza ha tardato mezz’ora, una idiozia criminale, è inspiegabi­le che per 12 ore il mio amico non abbia ricevuto assistenza né controllo».

Ci va giù duro anche l’ex medico personale di Maradona, Alfredo Cahe, che al canale Telefè ha dichiarato: «Diego non è stato curato adeguatame­nte, sarebbe dovuto rimanere in ospedale, non in una casa che non era preparata». Secondo i media argentini Diego è deceduto nel sonno, depresso e angosciato, sprofondat­o in una dipendenza alcolica che stava cercando di combattere, progettand­o di trasferirs­i a Cuba. L’ultima persona a vedere il Pibe vivo è stato il nipote, alle 23 di martedì 24 novembre. In casa c’erano l’assistente, un addetto alla sicurezza, un’infermiera e una cuoca. Il quotidiano Clarin scrive che quando alle 11.30 del 25 lo psicologo (Carlos Dìaz) e la psichiatra (Augustina Cosachov) sono entrati nella stanza di Diego - che non riuscivano a contattare - non si sono subiti resi conto che avesse avuto un malore, e solo vedendo che non rispondeva hanno chiamato i soccorsi. Sono arrivate quattro ambulanze, ma tutto è stato inutile.

Secondo l’autopsia, visionata dal quotidiano La Nacion, Maradona è morto per insufficie­nza cardiaca acuta, congestizi­a e cronica che ha generato un edema polmonare. L’esame, riferisce il quotidiano, è stato condotto da cinque medici più un sesto nominato dalla famiglia (che ha vietato i cellulari nella stanza). Analisi tossicolog­iche chiarirann­o se c’è stata assunzione di farmaci, droghe o alcol. Secondo i medici la morte è avvenuta alle 12 di mercoledì (le 16 in Italia).

Nelle prime ore di ieri, i familiari, gli amici intimi e i compagni della Seleccion campione del mondo 1986 hanno assistito alle esequie private nella Casa Rosada, a Buenos Aires. L’ultimo saluto prima che la camera ardente venisse aperta al pubblico e ai tifosi, che hanno intonato cori e ripetuto più volte «grazie» verso il feretro avvolto dalle bandiere argentine e da una maglia numero 10.

NO SPONSOR DEL VIZIO

All’esterno però la situazione ha raggiunto picchi di parossismo, lungo l’Avenida de Mayo i tanti in fila si sono scontrati con le forze dell’ordine ed è stato deciso di prolungare l’apertura della camera ardente che però a un certo punto è stata chiusa per l’irruzione di decine di tifosi. E il feretro è stato spostato al sicuro. Per ovvi motivi temporali non sappiamo se Diego sia già stato sepolto a Bella Vista, come programmat­o. Dramma nel dramma, il figlio Diego Jr, avuto da Cristiana Sinagra, ha appreso del decesso mentre era ricoverato per Covid all’Ospedale Modugno di Napoli: è stato dimesso e sta tentando di volare in Argentina. E saranno proprio i 5 figli riconosciu­ti (Dalma, Giannina, Diego Jr., Dieguito Fernando e Jana) al centro delle cronache nelle prossime settimane perché già si parla di eredità. In un video sui social un anno fa lo stesso Maradona spiegò l’intenzione di voler diseredare Dalma e Giannina e dare tutto in beneficenz­a, ma la partita si preannunci­a complessa. Diego avrebbe beni e investimen­ti, alcuni in Argentina e altre in diversi Paesi del mondo in cui ha lavorato come giocatore o allenatore, o frequentat­i per le sue passioni politiche, come la Cuba di Fidel Castro o la Bolivia di Evo Morales.

Eppure, secondo il sito Goal, il patrimonio di Maradona non supererebb­e i 100mila dollari, anche a causa delle pendenze col Fisco italiano (42 i milioni di euro richiesti dopo la condanna per evasione, al 2017 risulta che ne dovesse pagare 17) nonostante le decine di milioni incassati in carriera, sia dagli ingaggi sia dagli sponsor, dato che per lunghi anni è stato legato a marchi come Coca Cola e Puma.

Curioso che fra i primi prodotti sponsorizz­ati ci fossero uno spazzolino da denti, un peluche chiamato Dieguito mentre lui stesso si rifiutò di prestare la propria immagine per una marca di sigarette e un vino perché temeva che incitasser­o al vizio...

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A sinistra, la bara con il corpo di Maradona esposta alla Casa Rosada, residenza del Presidente argentino. Sul feretro, le maglie della nazionale albicelest­e e del Boca Juniors. Sotto, un piccolo tifoso del Napoli davanti all’altare di fiori e gadget allo stadio San Paolo
(LaP) DELIRIO A sinistra, la bara con il corpo di Maradona esposta alla Casa Rosada, residenza del Presidente argentino. Sul feretro, le maglie della nazionale albicelest­e e del Boca Juniors. Sotto, un piccolo tifoso del Napoli davanti all’altare di fiori e gadget allo stadio San Paolo
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