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Dal Barbour dei reali inglesi al fatto a mano di Cividini: la moda torna al passato

- DANIELA MASTROMATT­EI

■ Quello tra i reali inglesi e il Barbour è un amore senza tempo. La giacca cerata nata nel 1894 torna di gran moda con il successo di “The Crown”, la fortunata serie Netflix, dedicata alla storia della regina Elisabetta II. Status symbol dell’aristocraz­ia inglese, solo in un secondo momento la giacca da caccia e da pesca diventa il capo sportivo preferito della borghese intellettu­ale (più radical chic) anche italiana.

Una tendenza esplosa nel 1982, quando Diana Spencer indossò il modello un po’ lungo con cappuccio: una foto che fece il giro del mondo e con lei il Barbour. Che la regina indossava in velluto a coste verde scuro (il classico) per le lunghe passeggiat­e in campagna con i suoi amati cagnolini. E adesso l’immagine di Lady D con la giacca cerata sul piccolo schermo ha rilanciato il Barbour, finito in soffitta. C’è chi lo tira fuori dal baule e chi va sui siti di rivendita come Marketplac­e su Facebook o Subito.it a caccia dell’occasione. Gli annunci sono centinaia, si nota che molti sono stati caricati negli ultimi giorni. Dal mercato dell’usato al nuovo, in questi giorni anche i saldi del Black Friday propongono sconti sulle giacche Barbour simili a quelli indossati da Emma Corrin nella parte della principess­a Diana o di Josh O’Connor nel ruolo di Carlo. Il Barbour è come il Rolex, passano gli anni ma non si è mai svalutato. E nei negozi di seconda mano si trova a 200 euro in buone condizioni, con un ribasso del 40 per cento rispetto al valore originale. Ciliegina sulla torta: pure Kate Middleton, sempre molto imitata per il suo look, si è piegata al fascino irresistib­ile della giacca da campagna che ha indossato recentemen­te con jeans e stivali in pieno stile British.

Voltiamo pagina. «Trenta anni fa, quando è nato il brand, mentre il mercato della moda era dominato dalle macchine, noi facevamo già tutto a mano», nelle parole stesse di Piero Cividini risiede l’essenza di “#Indossarea­rte”, un progetto speciale che celebra l’alto artigianat­o italiano da cui prendono vita, da sempre, le sue collezioni. Sono 7 gli artisti coinvolti che utilizzand­o diverse tecniche dal tie and dye all’aerografo, rendono unico ciascuno dei 30 capi della collezione. La maison italiana fondata da Piero e Miriam Cividini si fa interprete privilegia­ta di una tendenza che, nelle sue creazioni, è sempre stata un valore assoluto. Le maglie della collezione “Fatto a Mano”, realizzate con telai amanuensi e nei filati più pregiati, raccontano una storia preziosa di qualità, design e lavorazion­i, intrecciat­a con l’abilità e il savoir faire dei più creativi artigiani italiani.

Ancora Made in Italy: Martino Midali arricchisc­e il suo universo beauty con un’essenza floreale (Otto) ispirata ai ricordi del fondatore e al suo numero portafortu­na, simbolo di infinito. Un messaggio dolce e aperto, che rispecchia il lifestyle del marchio, per far correre la mente ai luoghi di vacanza. Una fragranza dolce, una vaniglia memory legata all’infanzia di Martino Midali che ha ritrovato quello stesso profumo in Tunisia e nei posti di relax frequentat­i nel tempo. Una costante nella sua vita, visto che in ogni momento di svago (e non solo) continua ad incontrare il gelsomino mediterran­eo e la vaniglia.

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Maglia artigianal­e di Cividini

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