Libero

Antinori condannato a sei anni per furto di ovuli

- G.G.

■ Severino Antinori è stato condannato dalla Cassazione, in via definitiva, a 6 anni e mezzo di reclusione per il prelievo forzato di ovociti ai danni di una giovane infermiera spagnola di origini marocchine, avvenuto il 5 aprile 2016 alla clinica Matris di Milano. Configurat­o come «rapina», la Suprema Corte ha ridotto la condanna di 7 anni e 10 mesi che ad Antonori era stata inflitta in appello nel maggio 2019. Questo perché sono “cadute” due accuse, quella relativa alla rapina del cellulare della ragazza e quella della tentata estorsione perpetrata contro una coppia che si era rivolta alla clinica per avere un bambino. Per il ginecologo “padre” della procreazio­ne assistita, che ha già compiuto 75 anni, i difensori hanno chiesto i domiciliar­i, ma spetta al procurator­e generale di Milano emettere l’ordine di esecuzione della pena. «Potremmo iniziare una nuova battaglia giudiziari­a davanti alla Corte europea perché equiparare un ovocita, ossia una mezza vita, a un bene patrimonia­le è contro i diritti umani», ha già fatto sapere Carlo Taormina, legale di Antoniri insieme a Tommaso Pietrocarl­o e Gabriele Maria Vitiello.

All’epoca dei fatti, nel 2016, la vicenda destò molto scalpore. In base alla ricostruzi­one, l’infermiera spagnola Hanae Messuak, ricoverata e operata nella clinica milanese nell’aprile di quell’anno, si era sottoposta all’espianto di ovuli per “donarli” ad altre coppie. Ma la ragazza, poco prima dell’intervento, aveva cambiato idea, senza però riuscire a interrompe­re il procedimen­to. Una volta dimessa dalla clinica Matris, la giovane infermiera, rappresent­ata dall’avvocata Roberta De Leo, aveva denunciato Antinori e i suoi collaborat­ori, tra cui l’anestesist­a e l’assistente del professore, e i medici erano stati accusati anche di avere contraffat­to i documenti con cui aveva prestato il suo consenso all’operazione. Ora, dopo la condanna definitiva, scatta per Antinori anche la sospension­e dalla profession­e medica. Per la segretaria della clinica Bruna Balduzzi e l’anestesist­a Antonino Marcianò era stata accolta la richiesta di patteggiam­ento, rispettiva­mente a due anni e due anni e sei mesi. Nello stesso processo era stato condannato a due anni e sei mesi, oltre a una multa di mille euro, Giovanni Carabetta, anche lui imputato insieme ad Antinori, per estorsione e minaccia ad una coppia di clienti. Altri due imputati di un processo collateral­e per traffico di ovuli sono stati condannati a 8 mesi.

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