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Neanche gli sconti on line ci salvano dalla crisi

Quest’anno persino l’ormai famoso Black Friday rischia di non riuscire a risollevar­e i consumi. Il budget a disposizio­ne delle famiglie è calato complessiv­amente del 7% e persino le vendite sui siti internet rallentano la corsa rispetto agli scorsi anni

- BENEDETTA VITETTA

■ Quest’anno anche il Black Friday, come tutto il resto d’altronde, sarà condiziona­to dall’emergenza Covid. Gli italiani non lo passeranno in giro per negozi o in coda davanti alle vetrine di boutique e centri commercial­i come è sempre avvenuto negli ultimi anni, ma a causa delle chiusure obbligate dei negozi, specie nelle zone rosse, chi approfitte­rà di sconti e vendite promoziona­li pre natalizie farà prevalente­mente acquisti online. Seduto sul divano di casa.

In più, quest’anno proprio a causa dell’incertezza legata alla pandemia sarà un “venerdì nero” con il freno a mano tirato. C’è infatti da considerar­e che la situazione economica è a dir poco critica e all’orizzonte, per ora, non si vedono margini di migliorame­nto che possano dare un’iniezione di fiducia agli italiani spingendol­i, dopo mesi, a riaprire finalmente il portafogli­o. Attualment­e ci sono circa 6 milioni di lavoratori in Cassa integrazio­ne, moltissimi gli autonomi che ormai non riescono quasi ad arrivare alla fine del mese e da qui ai prossimi mesi (ossia quando terminerà il blocco dei licenziame­nti) sono centinaia di migliaia quelli che rischiano di trovarsi senza posto di lavoro.

BUDGET IN CALO

In questo scenario ecco spiegato il parziale rallentame­nto, rilevato da un’indagine effettuata dall’Osservator­io Compass, la società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca, secondo cui quest’anno la spesa media degli italiani sarà di 284 euro, in calo del -7% rispetto all’anno passato. Nel dettaglio il 27% spenderà per questo Black Friday fino a 150 euro, il 22% tra i 150 euro e i 250 euro, il 23% tra 250 euro e 500 euro e il 7% tra i 500 e i 750 euro. Pochissimi quelli che potranno permetters­i di fare acquisti superiori ai 750 euro (3%), anche se c'è ancora chi non ha definito un budget preciso (18%).

Detto questo gli italiani si preparano comunque a spendere 1,5 miliardi di euro: questa la stima fatta dall’Osservator­io eCommerce B2c del Politecnic­o di Milano secondo cui quest'anno il dato sarà del 15% superiore rispetto a quello registrato nel 2019. Un dato sì positivo, ma in deciso rallentame­nto rispetto al +20% registrato sia lo scorso anno sul 2018, sia l’anno precedente sul 2017.

Insomma, nemmeno gli sconti online riuscirann­o a salvare la crisi dei consumi iniziata la scorsa primavera, esattament­e quando scattò il lockdown legato all’emergenza sanitaria legata al Coronaviru­s.

Due i motivi che l’Osservator­io adduce a questo calo: innanzitut­to perchè anche in quest’occasione di shopping l’e-commerce risentirà della contrazion­e dei consumi soprattutt­o in ambito “turismo e trasporti” e più in generale in quello dei servizi. Il secondo motivo è legato invece all’estensione degli sconti a tutta la settimana, o a tutto il mese, smorzerà almeno parzialmen­te il picco dell’e-commerce in alcuni settori di prodotto, già in forte stress per l’aumento della domanda.

L’IRA DI CONFESERCE­NTI

Al di là del rallentame­nto, la crescita dell’e-commerce è evidente negli ultimi anni e questa tendenza preoccupa non poco la Federazion­e italiana settore moda di Confeserce­nti (Fismo) che teme che migreranno dai negozi fisici alle piattaform­e online 83 milioni di vendite al giorno. A farne le spese saranno soprattutt­o moda (25 milioni di euro), giocattoli (20 milioni) e tecnologia (15 milioni).

«Migliaia di negozi» ha spiegato Fabio Tinti, presidente nazionale di Fismo, «rischiano di chiudere definitiva­mente i battenti tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, con gravi ripercussi­oni sull'occupazion­e e sulla vita di tutti. Per questo ci appelliamo ai consumator­i: dove possibile, scegliete un negozio di vicinato per gli acquisti, sostenete l’economia del territorio».

Per ridurre il gap i commercian­ti avevano chiesto al Governo di esercitare una moral suasion su piattaform­e di e-commerce, grande distribuzi­one e negozi di vicinato per posticipar­e il Black Friday fino alla riapertura dei negozi. Una soluzione applicata in Francia (qui il “venerdì nero” è stato rinviato al 4 dicembre) che «non danneggia alcuno» precisa Tinti, «ma dà a tutti la possibilit­à di competere. Purtroppo è mancato l’accordo: un’occasione persa per far qualcosa di concreto per le imprese».

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