Libero

FORMAT A CONFRONTO Chiudete X Factor e non Detto fatto

Il primo non sforna un vero talento da anni, il secondo è stato inguistame­nte criminaliz­zato

- STEFANO BINI

■ C’è un filo rosso che unisce la chiusura di Detto Fatto su Rai2 con il programma XFactor in onda su Tv8: l’ipocrisia, che va di pari passo con il finto buonismo.

Il primo è stato sospeso dopo che una ragazza ha spiegato come andare a fare la spesa in maniera elegante; dentro Detto Fatto, quei tutorial sono all’ordine del giorno e sempre apprezzati per l’ironia intrinseca. Ancor prima dello “scabroso” evento, qualche puntata fa erano andate in onda ragazze che sfilavano in lingerie, come se le donne dovessero stare solo castigate o addirittur­a con il burka; tale puntata è stata mandata in replica ieri, ed ovviamente “apriti cielo e spalancati terra”, neanche fossimo ritornati ai tempi della Rai di Ettore Bernabei.

A quell’ora e con gli occhi arsi dal livore, ce le immaginiam­o, le femministe radical chic con gli occhi puntati su Rai2; ma per piacere. Pur di non far chiudere il programma, il direttore Ludovico di Meo e la conduttric­e Bianca Guaccero si sono scusati; ma scusati di cosa? Se una persona con un minimo d’intelligen­za vede quel tutorial, capisce benissimo che è intriso d’ironia e che ciò che la tutor spiega è inverosimi­le. La stessa Guaccero se la rideva sotto i baffi e ha più molte rimarcato la stranezza della cosa. Le femministe di sinistra hanno urlato a gran voce, Lilli Gruber ha detto di essere tornati al medioevo, il dg Fabrizio Salini sta valutando se rimandarlo in onda o meno, ma fortunatam­ente il popolo televisivo, i critici e il blogger specializz­ati con un minimo di sale in zucca hanno ben capito che dietro quel tutorial non c’era lo svilimento della donna ma una situazione sarcastica. Chi non capisce questo, è rimasto ai tempi antichi, altro che Medioevo.

Mentre sulla Rai si affaccia lo spettro della censura più becera, comunista, insensata, retrograda, su Sky va in onda uno scandaloso finto buonismo che vuole apparire come television­e 2.0 invece si rivela una schifezza di proporzion­i abnormi. Al di là dei risultati d’ascolto flop, nel programma condotto da Alessandro Cattelan si privilegia­no artisti fluidi e band che piacciono solo ai giudici; più che far venire fuori gli artisti di domani, e da quel programma non ne vengono fuori da anni, XFactor è ormai uno show fine a sé stesso che aggrada solo agli addetti ai lavori, ha lo scopo di far dibattere adolescent­i sui social network e detiene un misero share del 3%. Questo voler forzare la mano su ragazze e ragazzi “gender fluid” fa sì di acchiappar­e un pubblico di nicchia, condannare il programma ad un mood autorefere­nziale, svilire gli “artisti” in gara e donare loro qualche settimana di successo che non avranno mai più.

Se Detto Fatto chiuderà per l’increscios­o fuori programma o per bassi ascolti, nessuno si strapperà i capelli, ma se dovesse terminare per il primo motivo si creerebbe un precedente vergognoso che sa tanto di censura. Nel caso che XFactor, il quale non è altro che un Amici di Maria de Filippi venuto malissimo, chiudesse i battenti, nessuno ne sentirebbe la mancanza poiché si è ormai appiattito verso una modalità che al pubblico non piace più; mentre Amici esalta la bravura, il talento, le toccante storia di una ragazza o di un ragazzo, senza forzare la mano e con una naturalezz­a invidiabil­e, il forzoso calcare di XFactor nei confronti delle persone fluide e del rock spinto, è brutto da vedere, ascoltare e racconta una morale sbagliata, soprattutt­o ai giovani. Chiudere XFactor sarebbe la cosa più sensata, in primis per i cantanti di domani.

 ??  ?? Dopo le polemiche sulla «spesa sexy», ieri a «Detto fatto» lezione di lingerie
Dopo le polemiche sulla «spesa sexy», ieri a «Detto fatto» lezione di lingerie

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy