Libero

La Clerici conduce il primo talent per soli anziani

- Francesca d’Angelo

■ Beh, per essere originale, The Voice Senior lo sarà sicurament­e. Lo spin off di The Voice of Italy, in onda da stasera su Rai Uno, si candida a diventare il primo non - talent show della storia della tv: gli aspiranti cantanti, rigorosame­nte over60, partecipan­o per… la mera gloria, visto che di fatto non si vince un tubo.

Il premio consiste infatti nel «potersi esibire sul palco della Rai», come conferma la conduttric­e Antonella Clerici, perchè «l’aspetto talent non c’è». Le fa eco il produttore di Fremantle, Gabriele Immirzi: «Non cerchiamo la nuova popstar ma celebriamo una generazion­e: il premio consiste in un vinile che raccoglie le cover eseguite dal vincitore durante il programma e una di queste sarà pubblicata da Universal». Se oggi persino i giovani faticano a sfondare nel mondo della musica, figuriamoc­i un 70enne. La stessa Clerici preferisce chiamare i concorrent­i «cantanti, anziché talenti». Tuttavia questo approccio realista potrebbe rivelarsi un boomerang, visto che i talent show poggiano proprio sulla promessa di eterna fama. Senza questa non c’è agone, né pugna o stridore di denti. Il direttore di Rai Uno Stefano Coletta è però convinto della bontà del programma e, forte dell’oltre mezzo miliardo di spettatori che seguono nel mondo The Voice Senior, auspica come obiettivo d’ascolto il 17% di share e «un target che non sia solo quello della terza età». Stasera sapremo se i cantanti vecchietti (il più grande ha 84 anni!) ci inchiodera­nno al divano. Ne vedremo delle belle in giuria: Albano e la figlia Jasmine si pizzicano in continuazi­one, Clementino sostiene che lui e Gigi D’Alessio sono come Totò e Peppino mentre Loredana Bertè, beh, è Loredana Bertè.

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