Libero

Doveva salvare l’Inter ma Vidal l’ha rovinata

L’espulsione con il Real è costata la partita e probabilme­nte la qualificaz­ione. Il cileno è il simbolo della crisi di Conte

- CLAUDIO SAVELLI

■ Sul fatto che Arturo Vidal sia il riflesso fedele di Antonio Conte in campo non ci sono più dubbi. Quando rende l’uno, rende anche l’altro, come dal 2011 al 2014 alla Juventus, ma anche viceversa. Ora, appunto, siamo nel bel mezzo di questo “viceversa”: il tecnico è scivolato in un abisso gestionale, comunicati­vo e tattico mentre il cileno non fa altro che scavare. Tutto ciò per cui è stato portato all’Inter, Vidal lo fa al contrario. Niente leadership, intensità, esperienza, gol: all’alba dei 33 anni, il cileno si fa espellere come un ragazzino (verrà multato), gioca sotto ritmo, è distratto nei momenti decisivi (vedi il ’Gladbach o il Real Madrid all’andata) e non ha ancora segnato una rete. Più si incazza, più sbaglia. Più sbaglia, più si incazza. Il risultato è matematico: zero vittorie in Champions e qualificaz­ione quasi buttata.

L’auto-alimentazi­one era la sua forza, ora è la sua condanna perché non è più supportata dal fisico, dall’ossigeno e dal rendimento. Intanto l’Inter perde, o comunque fatica a vincere. E perché quando va in Nazionale brilla? Perché laggiù è meno esposto: il calcio è più soft e non c’è Conte, che nolente lo obbliga a strafare per rinsaldare il voto di fiducia, per altro esercitato in un mercato di carestia e sacrifican­do Godin. Anziché godersi con leggerezza l’ultima occasione della carriera, Vidal sente la responsabi­lità della missione per cui è stato scelto: strano, per uno che, secondo Marchisio, «aveva sempre il sorriso sulle labbra».

L’errore non è stato prenderlo - in questo mercato povero era un’occasione: a parametro zero dopo due stagioni da 43 e 53 apparizion­i con 11 reti, non da titolare ma comunque da protagonis­ta - ma pensare che fosse lo stesso di 8 anni fa, in grado di giocare “alla Vidal”. Il tempo passa per tutti e si sconfigge solo convincend­osi che è così. Vidal, che possiede un maneggio in Cile ed è appassiona­to di corse di cavalli, lo sa bene. Dovrebbe mettere in pratica la teoria, assieme a Conte: l’uno modellando­si in una versione più saggia e pensante, anche tatticamen­te, l’altro allenandol­o come se fosse un giocatore nuovo, diverso, sconosciut­o. Se lo devono a vicenda.

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(Getty) Arturo Vidal, 33 anni, ha condiziona­to in negativo la partita dell’Inter

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