Libero

Dal Pd nessuno sconto per i negozi in affitto negli spazi comunali

- MASSIMO COSTA

■ Tra le tante vittime della crisi e delle chiusure imposte dal governo gialloross­o, ci sono anche i negozi che hanno un contratto di affitto col Comune di Milano. Certo, alcuni inquilini sono i grandi marchi della Galleria, che in questi anni stanno sborsando sempre più soldi per avere un posto nel Salotto e che da mesi non incassano un euro. Saranno anche colossi della moda o ristoranti storici, però non se la passano sicurament­e bene. Ma nel lungo elenco di attività che versano la pigione alla giunta rientrano anche tanti commercian­ti nelle zone semicentra­li o periferich­e.

È giusto che Palazzo Marino aiuti i negozi maggiormen­te danneggiat­i dai cantieri della linea 4 della metropolit­ana. Però ci saremmo aspettati un intervento per abbonare questi mesi di crisi a tutti i commercian­ti; invece la giunta Sala si è limitata a una dilazione del pagamento, e a un minisconto sulla tassa rifiuti. L’intuizione della gratuità per i nuovi tavolini esterni di bar e ristoranti, quest’estate, ha permesso di lavorare a tante attività. Provvedime­nto sacrosanto. Ma la seconda ondata ha travolto di nuovo interi settori e meriterebb­ero provvedime­nti più forti.

Le stesse associazio­ni come Confcommer­cio chiedono da tempo di tagliare le imposte municipali. Il centrodest­ra in Comune porta avanti una lodevole battaglia per introdurre quantomeno un “trimestre bianco”. «Costerebbe 12 milioni», ripete sempre il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale, «meno dello 0,5 per cento del bilancio». La Lega ieri ha denunciato che il Comune non sta agevolando nemmeno l’incasso dei bonus affitti del governo ai suoi inquilini: «Chi ha un’attività commercial­e in affitto all’interno di una proprietà demaniale non sta riuscendo ad interloqui­re con il Comune per usufruire del credito d’imposta» dicono Gabriele Abbiati e Gianmarco Senna, «perché la giunta Sala non ha dato alcuna indicazion­e agli uffici, lasciando la macchina amministra­tiva senza direttive al riguardo». Il Comune abbia più coraggio, sia nell’aiutare i commercian­ti in ginocchio sia nel battere i pugni sul tavolo con più forza per avere dal governo amico gli aiuti che la nostra città merita.

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