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La Valcamonic­a avrà solo treni a idrogeno

Ferrovie Nord costruirà anche le centrali per produrre il gas: la prima a Edolo Nel piano altri 40 bus ecologici, trasporti a impatto zero sull’ambiente dal 2025

- FABIO RUBINI

■ Entro il 2025 la mobilità pubblica su rotaia e gomma in Valcamonic­a sarà a idrogeno, a impatto zero. Il progetto è stato spiegato dal presidente di Ferrovie Nord Milano Andrea Gibelli e da Marco Piuri, ad di Trenord. Non solo: Fnm metterà in funzione anche due o tre impianti di produzione dell’idrogeno, il primo sarà a Edolo.

■ Entro il 2025 la mobilità pubblica su rotaia e gomma in Valcamonic­a sarà ad impatto zero. L’ambizioso progetto è stato spiegato nei particolar­i ieri mattina dal presidente di Ferrovie Nord Milano Andrea Gibelli e da Marco Piuri, amministra­tore delegato di Trenord. Il piano è il seguente: sostituire tutti e 14 i treni diesel che attualment­e sono in servizio sulla Brescia-Iseo-Edolo, con altrettant­i convogli alimentati ad idrogeno. E non finisce qui, perché Fnm non si limiterà ad acquistare i treni super ecologici, ma metterà in funzione anche due o tre impianti di produzione dell’idrogeno. Il primo di essi sorgerà ad Edolo, nei pressi della stazione dove c’è la stazione di rifornimen­to degli attuali treni diesel. Quando la produzione sarà avviata, la filiera dell’idrogeno verrà completata con l’acquisto di bus ecologici che sostituira­nno quelli (circa 40) in funzione oggi nella valle.

L’INVESTIMEN­TO

Questa operazione, ha spiegato Gibelli, «farà della Valcamonic­a la prima “Hydrogen Valley” italiana». E non solo, perché in questo progetto «le comunità locali saranno protagonis­te» e servirà a far fare «un salto verso l’economia circolare, l’autosuffic­ienza in termini energetici e il migliorame­nto della qualità della vita totalmente esclusa dagli idrocarbur­i». Un progetto, spiega ancora Gibelli «che ci auguriamo diventi replicabil­e per altri territori del Paese con altri stakeholde­r al fine di rafforzare una filiera che rappresent­a un nuovo modo di muoversi nel rispetto dell’ambiente». Veniamo ai tempi del progetto. I primi sei treni Alstom verranno acquistati e messi su rotaia in 36 mesi, poi a seguire arriverann­o anche i restanti otto.

L’investimen­to totale del progetto (ovvero treni, impianti, opere sulla rete) è stimato attorno ai 250/300 milioni di euro. Parte di questi fondi dovrebbero arrivare dal governo che con i ministeri dei Trasporti e dell’Economia sta seguendo con attenzione questa operazione per, eventualme­nte, replicarla in altre parti d’Italia. Soddisfatt­o della presentazi­one anche l’ad di Trenord Marco Piuri: «La nostra ambizione è quella di essere d’esempio nella realizzazi­one della filiera dell’idrogeno».

Piuri ha anche spiegato i motivi della partnershi­p con Alstom: «I loro treni sono compatibil­i con i nostri Donizetti, quelli nuovi che fanno parte del progetto per il rinnovo totale della nostra flotta. E poi perché in Europa Alstom ha già dato prova dell’affidabili­tà dei suoi sistemi di trazione a emissioni zero». Così come ha spiegato il direttore generale di Alstom Italia, Michele Viale: «In Germania il treno iLint, il primo a idrogeno al mondo, da settembre 2018 ha percorso circa 250mila chilometri in servizio passeggeri su una tratta in Bassa Sassonia simile alla Valcamonic­a. Idem in Austria e presto arriverann­o anche nei Paesi Bassi. Questi treni hanno prestazion­i migliorati­ve rispetto a quelli attualment­e in uso».

VERSO IL FUTURO

Alla conferenza è intervenut­o anche il governator­e lombardo Attilio Fontana: «Quello che è stato descritto è uno sguardo verso il futuro, verso il green new deal voluto dall’Europa, verso un trasporto ecososteni­bile e il futuro della nostra regione. Partendo da qui si deve iniziare a progettare la Lombardia post Covid, che guarda al futuro partendo da principi di innovazion­e, tecnologia e ricerca. Si dovrà andare verso uno smartland, un grande territorio all’interno del quale ci siano dei centri distinti ma integrati e messi nelle condizioni di affrontare i problemi e le competizio­ni tutti in egual misura».

Parallelam­ente al progetto “Hydrogen Valley”, Fnm con un investimen­to già approvato da 49milioni, acquisterà anche sette treni elettrici a compasso e batteria «che serviranno per quelle tratte», spiega ancora Piuri, «dove l’elettrific­azione è solo parziale. In questo modo abbatterem­o i costi per le infrastrut­ture e anche l’impatto ambientale».

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Uno dei treni a idrogeno che viaggerann­o in Valcamonic­a nei prossimi anni

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