Libero

Fanno di tutto per aumentare gli immigrati

Prima i gialloross­i chiedono collaboraz­ione all’opposizion­e e poi mettono la fiducia sul decreto “invasione” che aiuta le Ong e semplifica l’ingresso dei clandestin­i

- FAUSTO CARIOTI

L’impegno a concentrar­si sulle priorità degli italiani? La «via del dialogo» elogiata da Giuseppe Conte dopo avere incassato il voto favorevole dell’opposizion­e al nuovo indebitame­nto? Ecco cosa ne resta il giorno dopo: il governo blinda con la fiducia il decreto legge sulla «sicurezza», che facilita le operazioni delle Ong e rende più semplice l’ingresso agli immigrati irregolari, motivi per cui (...)

(...) la Lega lo ha ribattezza­to «decreto clandestin­i». Matteo Salvini si prepara all’ostruzioni­smo e invita Fdi e Forza Italia a unirsi nella lotta, Laura Boldrini scimmiotta Joe Biden gridando al mondo «Italy is back», l’Italia è tornata tra le nazioni favorevoli all’immigrazio­ne. Tutto come prima, insomma.

Anzi, peggio. Perché il provvedime­nto arrivato ieri nell’aula di Montecitor­io, e che lunedì sarà votato così com’è, promette di fare più danni di quello originario scritto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Durante l’esame in commission­e, infatti, esso è stato «arricchito» da diversi emendament­i, due dei quali, frutto delle piddine Boldrini e Barbara Pollastrin­i, in grado di rendere assai più difficili le espulsioni e slabbrare ulteriorme­nte il quadro normativo già indebolito dal testo entrato in vigore il 22 ottobre.

La prima modifica vieta di rimpatriar­e chi sostiene di poter essere perseguita­to per ragioni di «orientamen­to sessuale» o «identità di genere», qualunque cosa significhi­no. Nel dossier che i tecnici della Camera hanno preparato per il dibattito dei deputati, infatti, si legge che «“Orientamen­to sessuale” e “identità di genere” sono, nell’ordinament­o italiano, espression­i che, pur senza ricevere una puntuale definizion­e normativa, ricorrono in talune disposizio­ni di legge». Un modo garbato per far presente agli onorevoli che stanno legiferand­o su qualcosa di indefinito, che nemmeno loro sanno spiegare. Quisquilie, di questi tempi.

LA SECONDA DOMANDA

L’altro emendament­o delle due piddine consente allo straniero che ha visto la propria domanda di asilo respinta e ha ricevuto un decreto di espulsione, di presentare una seconda richiesta. Oggi ciò non è possibile: si presume infatti che chi avanza un’altra domanda dopo che la prima gli è stata bocciata, lo faccia solo per evitare o ritardare l’allontanam­ento. Il dettato boldrinian­o stabilisce invece che costui può provarci un’altra volta, e che la sua documentaz­ione sia «trasmessa con immediatez­za al presidente della Commission­e territoria­le competente che procede all’esame preliminar­e entro tre giorni, valutati anche i rischi di respingime­nto diretti e indiretti». In caso di verdetto negativo all’immigrato, insomma, gli esperti chiamati a decidere debbono fare un supplement­o di riflession­e.

In quelle poche parole sono nascosti due inghippi. Il primo è che, siccome i richiedent­i asilo di solito non provengono dalla Svizzera o dal Canada, ma da Paesi come Pakistan, Somalia, Mali, Gambia e Afghanista­n, rischi «diretti e indiretti» di qualche tipo ci saranno sempre, e su questo i gialloross­i fanno leva per spingere le commission­i ad adottare criteri generosi. Il secondo è che non esiste alcuna possibilit­à che la domanda sia esaminata entro tre giorni, e la Boldrini e gli altri progressis­ti lo sanno benissimo. In questo modo, lo straniero che vorrà farlo avrà tempo e modo di far perdere le proprie tracce.

Norme che si aggiungono a quelle già previste nel testo della Lamorgese, che abolisce il sequestro dell’imbarcazio­ne e le maxi-multe a carico dell’armatore e del capitano della nave colpevole di «violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoria­li italiane». Sanzioni che erano state volute all’epoca da Salvini, allo scopo di scoraggiar­e le illegalità delle Ong.

Tra le altre cose, si estende ai semplici richiedent­i asilo l’accoglienz­a sinora garantita ai titolari di protezione internazio­nale e ai minori non accompagna­ti. Salta pure, in virtù di un altro emendament­o del Pd approvato in commission­e, il meccanismo delle quote massime di immigrati che regola gli ingressi per lavoro dal 1998, quando fu varata la legge Turco-Napolitano.

Stavolta, almeno, il centrodest­ra parla la stessa lingua. La forzista Mariastell­a Gelmini risponde a Salvini assicurand­o che l’intera coalizione «voterà contro» e Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, denuncia che «il governo Conte a trazione Pd si rende complice dei trafficant­i di uomini».

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