Libero

«A scuola di domenica» De Micheli bocciata da sindacati e professori

Per allentare la pressione sul trasporto pubblico, la ministra del Pd propone di aprire gli istituti fino a sera e nel weekend Lavoratori e presidi la respingono: «Irrealisti­co, solo slogan»

- TOMMASO MONTESANO

■ Ce ne fosse uno che le abbia dato ragione. Dirigenti scolastici, sindacati (e dunque personale non docente), insegnanti, colleghi di governo. Paola De Micheli ha incassato solo «no» rispetto alla proposta, invero temeraria, di tenere aperte le scuole il sabato e la domenica per recuperare il tempo perduto (gli istituti, ad eccezione dei cicli di istruzione inferiori, sono chiusi dal 4 novembre). Del resto, come fa notare la renziana Elena Bonetti, ministro delle Pari Opportunit­à, più che sforzarsi di trovare un modo per riaprirle, le aule «non dovevano chiudere». Ma tant’è: mentre governo e Regioni duellano sulla data in cui riaprire - l’esecutivo morde il freno: punta a ripartire la seconda settimana di dicembre; i governator­i vogliono ricomincia­re dopo il periodo natalizio - ecco che il ministro dei Trasporti, per tenere insieme capra e cavoli (il distanziam­ento, ovvero la capienza al 50% sugli automezzi pubblici, e la necessità di ricomincia­re le lezioni in presenza), estrae dal cilindro la proposta che non t’aspetti.

SERVONO SOLDI

Il ragionamen­to è semplice: visto che la limitazion­e a bordo degli autobus - parola di De Micheli - ci sarà «almeno fino all’estate», perché non diluire gli ingressi degli studenti sia a livello di orario (con entrata e uscita degli studenti tra le 8 e le 20) che di giorni? «Siamo in

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(LaPresse) Il ministro delle Infrastrut­ture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha proposto l’apertura delle scuole anche nel fine settimana

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