Libero

Silurata la Bindi, in Calabria nominato Longo

- ALESSANDRO GONZATO

■ Dimissioni, silurament­i, rifiuti causa mogli che non vogliono trasferirs­i, nomi bruciati più o meno volontaria­mente, indiscrezi­oni, polemiche roventi. Scadente avanspetta­colo andato in scena per tre settimane sulla pelle dei cittadini. Ma alla fine ci siamo: Giuseppe Conte si è deciso. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha nominato Guido Longo commissari­o della sanità calabrese.

Il suo ultimo incarico, portato avanti fino a maggio 2018 - quando è andato in pensione - è stato quello di prefetto di Vibo Valentia. Sessantott­o anni, catanese, Longo in precedenza è stato questore di Reggio Calabria, Caserta e Palermo. A

Caserta il suo operato viene ricordato soprattutt­o per alcune importanti operazioni contro il clan dei casalesi: è stato lui a coordinare le indagini che hanno portato all'arresto del capo, Francesco Schiavione, detto Sandokan. Durante lo stesso periodo sono finiti in manette anche Antonio Iovine e Michele Zagaria. «Ho accettato l’incarico come atto d’amore verso la Calabria, la regione in cui mi sono formato profession­almente come funzionari­o di polizia», ha dichiarato Longo. Che ha aggiunto: «Il mio è anche un dovere istituzion­ale verso il governo».

La nomina è stata decisa nel giorno in cui la Regione è passata dalla zona rossa a quella arancione. Nulla da fare per Rosy Bindi, dunque, che fonti vicine al governo hanno dato fino all’ultimo momento come la prescelta. L’ex ministro della Sanità e della Commission­e parlamenta­re antimafia è stata sorpassata al fotofinish, tra i malumori di parte della sinistra. «Fermo restando che lo strumento del commissari­o resta un’offesa alla capacità istituzion­ale dei calabresi», ha tuonato il governator­e leghista pro tempore Nino Spirlì, «prendiamo atto della scelta del governo e ci mettiamo subito al lavoro al fine di garantire la massima collaboraz­ione in un momento di evidente grave emergenza sanitaria, e non solo a causa degli assalti del Covid». La sanità calabrese era commissari­ata da undici anni.

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