Libero

Navigator inutili, infatti li confermano

Non hanno trovato lavoro a nessuno e la Catalfo stanzia altri fondi per i rinnovi

- SANDRO IACOMETTI

■ Ricapitoli­amo. Su circa 3,4 milioni di beneficiar­i del reddito di cittadinan­za 352mila (circa il 10%) sono riusciti a firmare un contratto. Solo il 15% di essi, però, ha trovato un’occupazion­e stabile. Gli altri si sono dovuti accontenta­re di lavoretti precari. Giorni, settimane, i più fortunati mesi. Fatto sta che a fine ottobre i lavoratori attivi erano solo 192mila. Oggi chissà.

Basterebbe questo per decretare il fallimento (peraltro certificat­o da tutte le principali istituzion­i economiche, da Bankitalia alla Corte dei Conti fino alla Ragioneria dello Stato) dell’obolo grillino come strumento per trovare lavoro. Ma c’è dell’altro. Durante una recente audizione parlamenta­re, il capo dell’Agenzia nazionale per le politiche attive, il professor Mimmo Parisi, pescato da Luigi Di Maio nientemeno che in Mississipp­i, pur rivendican­do il successo del suo lavoro e chiedendo un ampliament­o dei suoi mezzi, ha confessato, in un italiano zoppicante, di non essere in grado di quantifica­re quanti di quei posti siano stati procacciat­i dai centri dell’impiego. Forse neanche uno.

Di fronte a tali (disarmanti) evidenze nessuno si sognerebbe di prolungare la permanenza nell’Agenzia dei 2.700 navigator assunti per accompagna­re i beneficiar­i del reddito verso l’occupazion­e e poi rimasti sul divano come i loro assistiti. Nessuno tranne lei, Nunzia Catalfo.

Già, perché dopo le notizie sulla possibilit­à che ai cosiddetti “tutor” sia dato il benservito, il ministro del Lavoro ieri ha annunciato che sarà presentato un emendament­o alla legge di bilancio per consentire di rinnovare i loro contratti in scadenza ad aprile. Soldi buttati? Macché. Certo, le cose finora non sono andate benissimo, nei prossimi mesi sarà «necessario uno sforzo immane» e se ciò non avverrà «ci saranno conseguenz­e». Ma la ministra grillina non ha dubbi: «Ho fiducia che Parisi farà il suo lavoro». E poi con «investimen­ti mirati» tutti gli intoppi saranno risolti e le politiche attive torneranno a macinare risultati. Il teatrino ricorda da vicino quello con Pasquale Tridico. Di fronte al pasticcio sui pagamenti dell’Inps una ramanzina e via, si riparte. In quel caso con la promessa di una bella riforma degli ammortizza­tori sociali per rilanciare l’efficienza del sistema.

Così come allora, però, le perplessit­à nella maggioranz­a “non grillina” sono palpabili. Il rinnovo dei contratti e della fiducia a Parisi è stato accolto da una raffica violenta di proteste. Per Pd e Italia Viva è ora che il prof americano tolga le tende e la finisca di sperperare quattrini. Ipotesi che, per ora, non sembra all’orizzonte. Rimarrà. Almeno finché far rotolare la sua testa non sarà necessario a tenere in vita il reddito di cittadinan­za, scaricando sui suoi indubbi passi falsi le tare congenite di una misura che non potrà mai funzionare.

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Nunzia Catalfo è il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali che vuole rifinanzia­re i navigator (LaPresse)

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